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Pubblicata guida ai viaggi per persone HIV+

di Luca Negri

Pubblicata guida ai viaggi per persone HIV+La nuova guida rapida illustra le norme di ingresso e di soggiorno per le persone sieropositive, relative sia a soggiorni turistici che a soggiorni prolungati per studio o lavoro, di192 Paesi nel mondo, con informazioni aggiornate al 2010/2011. E’ prodotta annualmente dalla Deutsche Aids Hilfe, la traduzione è curata dalla Lega italiana per la lotta contro l’Aids.

A gennaio di quest’anno è stato abrogato il divieto per le persone sieropositive di entrare negli Stati Uniti d’America, è recente l’annuncio della Cina di voler modificare la propria legislazione, ma ancora in oltre 60 Paesi del mondo vigono leggi che impediscono olimitano l’ingresso e la permanenza alle persone sieropositive. A 16 di questi, che stanno nella Regione europea, come definita dall’Organizzazione mondiale della Sanità, il Forum europeo della Società civile sull’Hiv/Aids (Hiv/Aids Civil Society Forum) a giugno ha inviato una lettera, per invitarli a riconsiderare le loro normative. Il gesto precede la XVIII Conferenza mondiale sull’Aids, che si terrà a Vienna a luglio, e che non casualmente si aprirà con lo slogan “Rights here, right now”.

Dall’introduzione all’edizione italiana: “Dopo quasi 30 anni dalla comparsa della pandemia la lotta contro stigma e la discriminazione che la società ha costruito attorno alle persone sieropositive continua. Gli anni passati sono stati densi di scoperte scientifiche, che ci hanno permesso di conoscere il virus, le vie di trasmissione, i farmaci che ne bloccano la replicazione, ma il progredire della scienza non èstato sufficiente per abbattere molte delle barriere che ancora oggi tengono le persone sieropositive fuori dalla società. L’HIV non si trasmette con la sola convivenza, la trasmissione è causata da comportamenti specifici e il sesso sicuro dovrebbe essere rispettato da tutti indipendentemente dalla nazionalità e dallo stato sierologico. Le restrizioni di viaggio non impediscono alle persone sieropositive di muoversi per diletto o per bisogno, ma le obbliga solo a nascondere il loro status, a evitare test Hiv e servizi di assistenza sanitaria. L’idea che milioni di persone si spostino per sfruttare un sistema di assistenza sanitaria di un altro paese è un mito e non è supportato dalla realtà”.

FONTE: confinionline.it

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