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Quando la PrEP anche in Europa?

di Silvia Bandini
Dosaggio solo prima del sesso previsto è efficace come dosaggio giornaliero nel primo anno dello studio francese PrEP

Quando la PrEP anche in Europa?Alla 15a Conferenza Europea sull’AIDS , organizzata da EACS si è parlato dell’aumento delle pressioni da parte delle associazioni e della popolazione generale affinché la profilassi pre-esposizione (PrEP) divenga disponibile anche in Europa, dove gli organismi finanziatori e gli enti regolatori continuano a non esprimersi in merito; nel frattempo, il rischio è che cresca ulteriormente l’uso informale della PrEP.

 

Negli Stati Uniti, l’impiego profilattico del Truvada (tenofovir ed emtricitabina) è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) nel 2012 e nel 2014 sono state pubblicate le linee guida nazionali sull’uso della PrEP. In Europa, invece, non sono attualmente previsti stanziamenti di fondi per la PrEP da parte dei governi nazionali o regionali: il suo impiego al di fuori dei trial clinici resta limitato a singoli accordi tra medico e paziente, a prescrizioni ottenute da istituti privati al di fuori del sistema sanitario pubblico, oppure all’uso informale senza adeguato controllo medico.

Cresce però a ritmo sempre più rapido la domanda ‘dal basso’ della PrEP attraverso i social network, e questo significa che una parte sempre più consistente del lavoro delle associazioni consisterà nel fare in modo che l’uso informale della PrEP sia sicuro ed efficace.

L’introduzione ufficiale della PrEP come elemento integralmente finanziato nei programmi nazionali di prevenzione HIV in Europa è ancora ai blocchi di partenza, anche in paesi dove la ricerca in questo campo è molto attiva, come Francia e Regno Unito. Alla Conferenza è stato spiegato che giungere a un approccio condiviso a livello europeo sarà tutt’altro che semplice, data l’eterogeneità dei sistemi sanitari e dei meccanismi di finanziamento vigenti nei vari paesi del continente.

Anche laddove esistono già le infrastrutture necessarie a far avere la PrEP a coloro che ne hanno bisogno, sussistono ostacoli di natura normativa e barriere ai finanziamenti che continuano a impedire l’accesso alla PrEP; per molti paesi il problema più grande resta quello dei costi. Sebbene sia comprovato che, in determinate circostanze, la PrEP ha un ottimo rapporto costi/benefici, gli organismi finanziatori continuano a tergiversare.
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Resoconto completo su aidsmap.com
Leggi o scarica la scheda informativa sulla PrEP di NAM


Modesta perdita di densità ossea in pazienti maschi giovani che assumono il Truvada come PrEP

In uno studio condotto su pazienti maschi giovani che assumevano la profilassi pre-esposizione per l’HIV (PrEP) sono state osservate modeste perdite di densità ossea a seguito dell’assunzione del Truvada: i risultati sono stati presentati questa settimana alla Conferenza.

La massa ossea raggiunge solitamente il picco massimo in età giovane-adulta, verso i 20 anni, e poi inizia gradualmente a diminuire. Il picco di massa ossea è considerato un importante predittore del rischio di fratture nel resto della vita.

Il tenofovir disoproxil fumarato (Viread, impiegato anche nei combinati Truvada, Atripla, Eviplera e Stribild) è un farmaco ampiamente impiegato nella terapia dell’HIV: esso è generalmente sicuro e ben tollerato, ma notoriamente provoca una lieve diminuzione della massa ossea poco dopo che si inizia ad assumerlo.

Il Truvada (un combinato a base di tenofovir ed emtricitabina) è sempre più frequentemente somministrato a persone HIV-negative a scopo preventivo – come profilassi pre-esposizione, appunto. Lo studio iPrEx aveva dimostrato che l’assunzione giornaliera del Truvada aveva ridotto del 92% il rischio di contrarre l’HIV in maschi gay che mantenessero livelli rilevabili del farmaco nel sangue.

In questo nuovo studio si sono invece indagate le variazioni nella densità ossea in un gruppo di partecipanti a uno studio sulla PrEP negli Stati Uniti. Si trattava di uno studio dimostrativo in aperto mirato a verificare sicurezza e praticabilità della PrEP in 200 maschi gay di età compresa tra i 18 e i 22 anni.

Gli autori hanno riscontrato perdite di densità minerale ossea nei partecipanti con livelli di tenofovir nel sangue sufficientemente alti da offrire un’elevata protezione dall’HIV. Al contrario, nei soggetti con livelli non rilevabili di farmaco, la densità ossea aumentava, come atteso alla loro età.

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