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Raccomandazioni per la gestione PPE non occupazionale

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

Raccomandazioni per la gestione PPE non occupazionaleRaccomandazioni per la gestione di profilassi post-esposizione
all’HIV dopo esposizioni sessuale, parenterale e altre, in Europa

La profilassi post-esposizione (PPE) costituisce lo standard di cura per gli operatori sanitari (OS) accidentalmente esposti a una persona fonte infetta da HIV (esposizione occupazionale), ma questo non è il caso delle esposizioni non occupazionali.
Esistono pochissime linee guida per la gestione delle esposizioni non occupazionali all’HIV in Europa, contrariamente a quelle occupazionali.

La somministrazione di profilassi post-esposizione non occupazionale (PPENOS) per HIV può essere giustificata da: la plausibilità biologica, l’efficacia di una PPE negli studi animali e in esposizioni occupazionali nell’uomo, l’efficacia della prevenzione della trasmissione dell’HIV dalla madre al figlio, e studi di costo-efficacia. Queste evidenze, il fatto che certe esposizioni non occupazionali presentino maggiore o simile rischio di trasmissione dell’HIV di quelle occupazionali, e informazioni contrastanti sulle attitudini e pratiche tra i medici sulla PPENOS, hanno portato alla proposta di queste raccomandazioni europee.
I membri del progetto europeo sulla PPENOS (progetto n. 2000CVG4-022), finanziato dalla Commissione Europea, si sono incontrati tra dicembre 2000 e dicembre 2002 in tre riunioni formali e in una sessione di lavoro di due giorni; i partecipanti erano esperti riconosciuti della trasmissione e prevenzione di infezioni trasmesse dal sangue.

Durante il workshop hanno fatto una revisione bibliografica sulla valutazione del rischio, e hanno sviluppato raccomandazioni europee per la gestione delle PPENOS.
La PPENOS viene raccomandata in caso di sesso anale non protetto e scambio di ago o siringa quando si sa che la persona fonte è HIV positiva o proviene da un gruppo di popolazione con alta prevalenza di HIV. Come PPE si può usare qualsiasi combinazione di farmaci disponibili per i pazienti infetti da HIV e sono da preferirsi i regimi più semplici e meno tossici. La PPE dovrebbe essere somministrata entro 72 ore dal momento dell’esposizione, cominciando il più presto possibile e per 4 settimane. Dovrebbe essere fatto un esame medico a ogni paziente, compresi test per la ricerca di anticorpi all’HIV, monitoraggio della tossicità dei farmaci e counseling periodico per almeno 6 mesi dopo l’esposizione.
La PPENOS sembra essere una pratica clinica fattibile e frequente in Europa. Le raccomandazioni per la sua gestione sono state raggiunte per consenso, ma alcune rimangono controverse, e dovrebbero essere periodicamente aggiornate.
La PPENOS non dovrebbe mai essere considerata come una strategia di prevenzione primaria e la decisione finale per la sua prescrizione deve essere fatta sulla base del rapporto medico-paziente. Infine, sarà utile un sistema di sorveglianza di questi casi per monitorare le pratiche PPENOS in Europa.

J Almeda1, J Casabona1, B Simon1, M Gerard2, D Rey3, V Puro4, T Thomas5, on behalf of the Euro-NONOPEP Project group*.

1. CEESCAT, Hospital Universitari Germans Trias i Pujol, Badalona, Spain
2. Division of Infectious Diseases, C.H.U. Saint Pierre, Brussels, Belgium
3.Observatoire R?gional de la Sant?, ORS PACA, Marseilles, France
4. Dept.of Epidemiology of the National Institut of Infect.Diseases. INMI “L. Spallanzani” IRCSS, Rome, Italy
5. Public Health Laboratory Service Communicable Disease Surveillance Centre, London, United Kingdom

L’articolo completo è disponibile in inglese

Fonte:www.eurosurveillance.org-giugno 2004

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