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Riflessione sull’infezione da HIV nelle donne.

di Silvia Bandini
Riflessione sull’infezione da HIV nelle donne.

Riflessione sull’infezione da HIV nelle donne.
Da chi acquisiscono l’HIV le donne eterosessuali? I partner delle donne eterosessuali con HIV sono una popolazione nascosta?

Riflessione della blogger Samantha pubblicata su Positivelite. com, webmagazine canadese sull’HIV.
Sembra scontata la risposta alla domanda che si pone Samantha, ma in realtà restano aperti alcuni interrogativi sui quali vale la pena soffermarsi.
Le donne rappresentano il 50% della popolazione delle persone che vivono con l’HIV a livello mondiale, ma non c’è stata alcuna ricerca specifica su chi trasmette l’HIV alle donne eterosessuali.

Di solito ci si concentra sugli stress vissuti dalle donne con HIV.
Oltre quelli comuni anche al genere maschile, si può aggiungere la violenza da parte del partner, la disuguaglianza di genere, le dinamiche di potere nei rapporti, la razza, l’etnia, la povertà, l’istruzione e le varie disparità sociali.
Tuttavia, c’è poca informazione riguardo gli uomini come protagonisti attivi della trasmissione.
Resta l’ovvia conclusione : gli uomini trasmettono il virus alle donne.

 

Di questi uomini in realtà cosa sappiamo?

Non vengono definite le loro caratteristiche, i fattori di rischio, i metodi di prevenzione o le loro conoscenze sull’ HIV. Sembra un territorio inesplorato all’interno della comunità di ricerca.
Un argomento che viene talvolta discusso tra donne in spazi privati e sicuri.

La blogger dichiara che:
Una parte di me pensa che non importa come qualcuno ha contratto l’HIV. Non vorrei mai chiederlo a qualcuno e non apprezzo quando qualcuno me lo chiede. Ma se non ci focalizziamo sui modi di trasmissione come possiamo ridurre ed eliminare la trasmissione dell’HIV?

 

Riflessione: ecco quello che sappiamo sulle donne che vivono con l’HIV

La trasmissione verticale da madre a figlio durante la gravidanza, è quasi inesistente nel mondo sviluppato.
Le donne che vivono con l’HIV la programmano accuratamente con l’ausilio dei medici. E nascono figli sani.
A livello globale, le donne giovanissime stanno acquisendo l’HIV come conseguenza di matrimoni combinati con uomini molto più anziani oppure come conseguenza di violenza sessuale.

Sappiamo che contrarre l’ HIV da una donna è meno probabile rispetto l’acquisizione da un uomo.
Con le donne che rappresentano il 50% della comunità con HIV, le spiegazioni su come le donne acquisiscono l’HIV tendono ad essere spesso vaghe e confuse.
Sono più suscettibili al contagio per vari motivi .
Ma non c’è una spiegazione chiara su come le donne figurano nelle statistiche.

La presenza delle donne nella comunità HIV ha dissipato il mito dell’HIV appartenente esclusivamente alla comunità gay.
Viene ripetuto che, sebbene il 50% della comunità HIV sia costituito da donne, la trasmissione dell’HIV da parte delle donne è bassa, cosa che lascia, non solo il profano, ma anche chi è informato, piuttosto confuso.
Questo status quo, in cui non si approfondisce ulteriormente il ruolo delle donne e degli uomini nella comunità HIV, crea uno spazio per alimentare speculazioni e  promuovere informazioni inesatte.
Così si accende alla paura. si alimenta lo stigma e la discriminazione verso le donne con HIV.
Finiscono per essere considerate un rischio elevato per la trasmissione dell’HIV.

La riflessione della blogger porta ad una risposta che apre un tema ostico.

“Le donne rimangono in silenzio per proteggere i loro partner dall’ omofobia “.

 

Riflessione: è necessario affrontare questo silenzio.

In ambienti sicuri e informali le donne spesso spiegano come hanno contratto il virus dal marito o da un partner a lungo termine. Molte non sapevano che i loro partner erano stati bisessuali o gay.
O che frequentassero abitualmente transessuali.
Le donne sono spesso l’ultima persona a conoscere l’orientamento sessuale del loro partner anche in relazioni stabili.
Le donne non discutono prontamente su queste dinamiche.
Spesso tacciono cercando di capire cosa è successo, si sentono tradite e nello stesso tempo sono confuse su ciò che significa essere bisessuali in una relazione eterosessuale.

I mariti o i partner non condividono facilmente le informazioni sul loro orientamento sessuale.
Sono fatti personali, una sessualità nascosta che per vari motivi deve restare anonima.
Questo porta alla conclusione che le donne contraggono l’HIV da uomini eterosessuali e viceversa.

Con la mancanza di informazioni sugli uomini bisessuali nelle relazioni eterosessuali, le informazioni imprecise su come la comunità eterosessuale svolga un ruolo nella trasmissione dell’HIV continuano a circolare.

Un problema scomodo che però deve essere esaminato ulteriormente se vogliamo andare avanti nella lotta contro il virus.

Riflessione: le donne nel rapporto di coppia stabile

Le donne vivono spesso in quello che percepiscono come rapporto a lungo termine, stabile e eterosessuale. Dopo tutto, chi vive una relazione stabile e monogama non è considerato ad alto rischio di contrarre l’HIV.
E’ impossibile per loro negoziare il sesso più sicuro con una componente insospettabile o sconosciuta che manca. Non ci pensano proprio.
Danno la stessa risposta quasi ogni volta su come hanno acquisito l’HIV dai loro partner.
Questo fatto però non viene approfondito o esplorato ulteriormente.
Il partner come si è contagiato?
Con un pezzo mancante del puzzle, non è possibile dare un senso alle statistiche, incoraggiare il dialogo e avere più comprensione e accettazione su ciò che significa essere bisessuali.

Difficile distruggere i miti sulla composizione della comunità HIV orientandosi verso la comunità LGBT pur continuando a sostenerla.
Bisogna affrontare la criminalizzazione della trasmissione, i tabù della bisessualità e delle donne eterosessuali: argomenti che si sono dimostrati troppo rischiosi da discutere.

Come si può comprendere meglio questo fenomeno quando non viene riconosciuto?

Il tabù della sessualità

La preoccupazione maggiore resta quella di non essere in grado di discutere apertamente la propria sessualità con facilità.
Segreti e silenzio perpetuano l’epidemia HIV e lo stigma.
Bisognerebbe assicurare alle persone uno spazio sicuro per discutere e svelare le complessità della sessualità.
Favorire l’accettazione della comunità LGBT e una comprensione più profonda della fluidità di genere.

Vista la situazione a livello globale, che fomenta violenza e odio continuo verso la comunità LGBT, è comprensibile il perché gli uomini scelgano di rimanere anonimi della loro sessualità , sentendosi obbligati a etichettarsi come eterosessuali.
Questa dinamica dimostra come il pubblico in generale alimenti l’epidemia di HIV.

Sono da ammirare i componenti della comunità LGBT che vivono apertamente e si battono quotidianamente per la loro sicurezza e il loro benessere.

Finché le cose non cambieranno, possiamo contare sul silenzio in tema della sessualità all’interno dei rapporti, con violenza e discriminazione contro le donne e i loro partner.
Resta sempre il pezzo mancante al puzzle di come le donne svolgono un ruolo nell’HIV.

Traduzione e adattamento a cura di poloinformativo.hiv

In caso di utilizzo si prega di citare la fonte originale e quella della traduzione

 

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