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Rights here, right now

di Luca Negri

Rights here, right nowRights here, right now
Estratto da Speaking Up! di Silvia Petretti

21 Lug 2010 ·
Alla Conferenza Internazionale sull’AIDS ancora una giornata per far sentire la voce e dare visibilità a donne e bambine che vivono con HIV.

Una delle grandi novità è il risultato di un ampio studio sui microbicidi utilizzando Tenofivir .

I microbicidi sono metodo di prevenzione controllato dalle donne . Può essere un gel o una crema , o anche un anello, che, quando applicato alla vagina riduce la trasmissione del virus HIV e, talvolta, può anche impedire altre MST.
Se non ne avete mai sentito parlare, è perché ancora non sono efficaci, ma questo è uno dei motivi per cui la ricerca in questo senso è così importante. Lo studio in questione ha riportato dati di efficacia al 39%, forse anche più alto, perché l’aderenza a lungo termine non è stata molto elevata , ma si tratta di un problema comportamentale che può essere affrontato.
(Nei Paesi dove per le donne è molto difficile o addirittura impossibile negoziare l’uso del profilattico per motivi culturali e sociali questo metodo di prevenzione ha un altissimo valore.  NdR)

Il titolo del workshop del quale Silvia l’aiuto di Angelina, Sophie e Harriett sono state facilitatrici era:
Women Living with HIV Getting Involved with the Media. Why Bother?
La partecipazione delle donne con hiv nei Media….perchè preoccuparsi?

Il workshop si è svolto nella Women Networking Zone, uno spazio sorprendente nel villaggio globale dedicato a promuovere dibattito e azione sulle questioni importanti per le donne e le ragazze. Un’area con biancheria appesa , (la lavanderia delle nostre nonne, anzi il ‘lavatoio’ dove le casalinghe si ritrovavano a parlare. NdR) che sottolinea l’aspetto intimo e personale di discussione tra donne e partecipazione politica .

Una delle immagini(per altre consultare il blog o la gallery del sito dello IAS):

Il seminario è volto a capire ciò che possiamo ottenere diventando più visibili nei media e nella costruzione di competenze perchè le donne si sentano più sicure quando intervistate.

Il risultato finale saranno proprio alcune interviste con donne che hanno partecipato alla conferenza di Vienna che saranno pubblicate in un’edizione doppia di Positively Women Magazine( in inglese) e  DHIVA magazine  (In tedesco) . Alla fine del workshop 6 donne si sono offerte volontarie per l’intervista.

La Women Networking Zone ha ospitato il lancio della WeCare + , Una nuova rete dell’Europa e dell’Asia centrale di donne che vivono con l’HIV.

In serata il Human Rights Rally  accanto a Julio Montanier ,presidente della International AIDS Society, Michel Sidibe direttore di UNAIDS e Rolake Odetoyinbo , una donna con l’HIV dalla Nigeria.
Con grande partecipazione di attivisti e politici.

La marcia ha attraversato il centro storico di Vienna, una folla di migliaia e migliaia di persone. Neri, bianchi, gay, sex workers, trans-gender, ecc. Arrivati nella bella Heldenplatz , al tramonto, alcuni sono saliti sul palco per dire qualcosa prima dell’arrivo di Annie Lennox e della sua performance.

Il discorso di Silvia Petretti:

Sono Silvia , io sono una donna che vive con l’HIV.

Oggi vorrei parlare con altri che come me condividono i loro corpi e le loro menti con l’HIV.

Qui in Europa siamo abbastanza fortunati ad avere accesso alle cure. Ma , sappiamo tutti benissimo che ci vuole più di una manciata di pillole per vivere con l’HIV.

Sì il virus nel nostro sangue può anche essere undetectable, ma lo stigma è pressochè ovunque .

Molti di noi vivono una vita di paura e vergogna. Le donne come me anche la paura di iniziare una relazione o provare vergogna di ciò che la gente pensa di noi se abbiamo figli. Abbiamo ancora paura di essere respinti dalle nostre famiglie e dai parenti .

E non è solo la paura . E ‘anche la realtà. Molti di noi sono ancora oggetto di discriminazioni , anche quando si va da un medico generico o da un dentista.

Quelli di noi che sono in carcere possono essere vittime di matrattamenti, angherie e ritorsioni.

Potrei continuare a lungo a parlare di violenza e di mancanza di sostegno che sono ancora la realtà quotidiana per molti di noi.

Oggi vorrei chiedere , tu che sei sieropositivo come me : qual è la risposta a questo ? Che ruolo possiamo giocare?

Personalmente ho fatto la scelta nel 2005 per essere visibile. E ‘uno dei più potenti strumenti che ho per sfidare lo stigma e resistere a qualsiasi discriminazione.

E ‘nostro diritto di nascita essere trattati con dignità e rispetto, ma è nostra responsabilità esigere che altri adempiano a questo diritto.

Lo stigma non finirà se siamo invisibili.

Donne e ragazze che cosa vogliamo?

Human Rights Now!

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