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Trattamento precoce e rischio di malattia cardiovascolare

di Luca Negri
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Trattamento precoce e rischio di malattia cardiovascolare
Iniziare la terapia antiretrovirale (ART) con una più elevata conta dei CD4 non ha alcun significativo impatto su un importante segnale d’allarme precoce per le patologie cardiovascolari.

Trattamento precoce e rischio di malattia cardiovascolare

Numerosi studi hanno dimostrato che l’infezione da HIV può aumentare il rischio di malattia cardiovascolare, ma non è ancora chiaro se tale rischio diminuisca quando viene iniziata tempestivamente la terapia antiretrovirale.
Lo studio START si proponeva proprio di stabilire quale fosse il momento migliore per iniziare la ART – se precocemente, quando la conta dei CD4 non fosse ancora scesa sotto 500, oppure soltanto quando la conta fosse scesa sotto 350.

Un sotto-studio di START si è occupato di monitorare l’elasticità della parete arteriosa, che – quando viene meno – rappresenta un importante segnale d’allarme per i problemi cardiovascolari: lo scopo era verificare se la terapia precoce portasse benefici in termini di rischio cardiovascolare.

Lo studio ha preso in considerazione in totale 322 pazienti, e il follow-up è proseguito per 36 mesi. In nessuno dei due gruppi sono state rilevate significative alterazioni nell’elasticità della parete arteriosa.

“Se la ART porta effettivamente dei benefici sotto il profilo del rischio di malattia cardiovascolare, dobbiamo concludere che sia coinvolto un meccanismo biologico che non si riflette nell’elasticità arteriosa”, ha commentato Jason Baker dell’University of Minnesota, presentando i risultati dello studio.

Fonte: aidsmap.com/croi-2016

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