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Ritiro di viracept: situazione molto difficoltosa nei Paesi in via di sviluppo

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

 Ritiro di viracept: situazione molto difficoltosa nei Paesi in via di sviluppoLa World Health Organization,le compagnie farmaceutiche, gli enti regolatori dei farmaci, le organizzazioni governative e non, stanno lavorando insieme per  minimizzare lo scompiglio creato dal ritiro “quasi globale”( esclusi USA, Giappone e Canada) dell’inibitore della proteasi nelfinavir (Viracept).

La maggior difficoltà, come ha fatto presente Janet Kettels della Roche in un’intervista rilasciata ad Aidsmap.com, riguarda le persone HIV+ dei Paesi in via di sviluppo che non hanno accesso all’intera gamma di farmaci alternativi al nelfinavir
La Roche, casa produttrice del farmaco, ha stimato che siano 45000 le persone che hanno dovuto sospendere l’utilizzo del farmaco a causa della presenza di un eccessivo livello di metansulfonato etile (EMS), che è tossico a livello genetico.
Le raccomandazioni della WHO riportano che sia gli adulti che i bambini in trattamento con Viracept non devono interrompere la terapia antiretrovirale, ma essere orientati verso altri farmaci adatti.
Una nota della WHO sui bambini riporta che saquinavir è approvato anche per l’infanzia, ma non può essere usato al di sotto dei 25kg, mentre atazanavir e fosamprenavir non sono stati ancora approvati.
Un’altra nota riguarda le donne in gravidanza che in alcuni casi usavano nelfinavir come terapia di prima linea. Se in quel caso non è possibile utilizzare un altro inibitore la scelta deve orientarsi verso un’altra classe considerando comunque che gli NNRTIs (efavirenz e nevirapina) devono essere usati con molta cautela in gravidanza.
Infine, poichè Viracept è spesso usato nella PEP (post exposure prophylaxis) dovrà essere sostituito da altro ip boosterato oppure, se non disponibile da due NRTIs

La Roche, sempre tramite Janet Kettels, ha confermato di fare il possibile per favorire l’importazione di forniture non contaminate del farmaco soprattutto nei Paesi che non hanno a disposizione alternative terapeutiche, ma non è ancora in grado di dire quanto, dove e quando.

Uno sguardo agli altri Paesi: Brasile, Botswana, Zambia , Tailandia e le collaborazioni di Roche con EMEA,Pfizer e organizzazioni non governative sono disponibili nella versione
originale dell’articolo che trovate a questo link:
http://www.aidsmap.com/en/news/EFA4601B-2827-4131-B2E8-6EB722BEE1D9.asp

Fonte: Aidsmap
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

 

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