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Ci sentiamo, Casomai. Un romanzo che racconta cos’è l’HIV per le persone comuni.

di Silvia Bandini
Ci sentiamo, Casomai. Un romanzo che racconta cos’è l’HIV per le persone comuni.

Ci sentiamo, Casomai. Un romanzo che racconta cos’è l’ HIV per le persone comuni .

L’ HIV per le persone comuni è stato sinonimo di colpa, peccato e condanna.
In alcuni casi e in alcuni Paesi è ancora così.
Una condanna che noi, persone con HIV, abbiamo vissuto sulla pelle e nell’anima per anni.
Una malattia innominabile che proprio grazie al silenzio ha generato paura e stigma.
Roberta Ciocca col suo romanzo vuole rimuovere un pò di ignoranza, togliere un pò di quell’alone viola ereditato dagli anni 80.

Ci sentiamo, Casomai. Un romanzo che racconta cos'è l'HIV per le persone comuni.

Spesso da persona che vive con HIV mi sono chiesta cosa sia l’HIV per le persone comuni.
Col passare degli anni questa domanda si è fatta meno pressante.
Ho accettato la convivenza col virus e poco mi importa di cosa ne pensano gli altri.
Ma resta importante non smettere mai di parlarne perchè l’HIV c’è ancora e riguarda tutti.

Roberta scrive:
Ancora oggi esiste un alone di ignoranza che circonda l’AIDS e l’HIV. E per sconfiggerlo bisogna parlarne, informare ed informarsi, ascoltare. Il mio libro è in qualche modo portavoce di questo scopo. L’ignoranza genera infatti paura. Paura e tormento che Giulia, la protagonista della storia, si trova a vivere sulla sua pelle, temendo di perdere la sua grande amica Siria, affetta da HIV.

Roberta, come hai iniziato a scrivere?

Ho sempre amato scrivere. Da ragazza riempivo pagine di diari, vi rovesciavo dentro le mie emozioni, le mie paure e i punti di domanda cui non sapevo rispondere. Il liceo Classico, frequentato preso l’istituto Salesiano di Treviglio, mi è stato senza dubbio di grande aiuto in questo senso. È stata però mia nonna, Ida, a darmi il coraggio di mettermi in gioco e alla prova, iscrivendomi ad un concorso letterario indetto dalla rivista Intimità, nel 2011.

Ed è andata bene….

Il tema era “Amore”, e lo stupore superava di gran lunga la gioia, quando ho ricevuto la telefonata della direttrice del settimanale, Anna Giusti, che mi comunicava che il mio racconto era stato scelto!
Ho ricevuto il Premio Speciale della Giuria Tecnica, capeggiata dalla scrittrice Maria Venturi, che mi ha lusingata, riconoscendo in me un “autentico talento per la scrittura”. Alla luce di questo piccolo successo, ho raccolto il coraggio per scrivere il mio primo romanzo.

Come hai incontrato l’HIV?

È cominciato tutto quando, a diciotto anni, ho organizzato, con le amiche di sempre, una serata di beneficienza all’oratorio di Castel Rozzone (BG): canti, balli, una vendita di torte. Il ricavato era stato devoluto al progetto Vivere al Sole: un servizio rivolto a bambini sieropositivi all’interno dell’Associazione Comunità Emmaus di Chiuduno (BG).

Cos’è l’HIV per le persone comuni … cos’ era per te?

Mi era stato insegnato che questa malattia riguardava solo determinate categorie di persone, che conducevano una vita a-morale, che in qualche modo se l’erano cercata. Persone da cui stare alla larga.

E invece…

Ascoltando le storie di quei bambini, invece, ho capito che non è affatto così. Essere sieropositivo non è una colpa. E ho avuto la necessità di capire, approfondire: come si vive con l’AIDS la vita di tutti i giorni? Com’è voler bene, amare, una persona che ha l’HIV?

No, non è una colpa, ma sapessi che fatica accettarlo senza finire nell’auto- discriminazione e che fatica uscire allo scoperto. Ancora oggi è la sfida più difficile.

Le persone che hanno il coraggio di fare un viaggio dentro se stesse per fare i conti con la propria verità e guardarla diritto negli occhi, mi hanno sempre affascinata tanto. Può succedere a chiunque, di avere una verità nascosta nel profondo, che bussa e scalcia e vuole uscire. Non è da tutti smettere di schiacciarla in fondo allo stomaco cercando di ignorarla, e lasciarla andare. Nel mio libro ho voluto dare voce a questo coraggio. Al coraggio di trovare se stessi, accettarsi ed essere.

Grazie Roberta, un grosso augurio per il tuo romanzo.

“Ci sentiamo, Casomai.” si trova in campagna di crowdfunding con la casa editrice Bookabook di Milano.
Mancano 125 copie, oltre alle 200 già vendute, per farlo distribuire nelle migliori librerie Italiane.

“Ci sentiamo, Casomai.” ha ricevuto nell’aprile 2011 la Menzione Speciale al concorso “Cogito Ergo Scrivo”, indetto dalla casa editrice Graphofeel di Roma.
Nell’Ottobre 2011 si è classificato terzo al “Premio Letterario Internazionale Montefiore”, organizzato dal comune di Montefiore Conca (RN).

L’anteprima del romanzo è disponibile sul sito di Booabook al seguente link:
https://bookabook.it/libri/ci-sentiamo-casomai/

Silvia Bandini per Poloinformativohiv

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