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Sangue infetto: il governo taglia i risarcimenti

di Luca Negri

Sangue infetto: il governo taglia i risarcimenti
La denuncia dell’ONLUS Cittadinanzattiva: nella manovra si abbattono i risarcimenti per chi ha contratto l’HIV a causa di una trasfusione di sangue.

La denuncia riguarda larticolato del decreto legge appena approvato dal governo, che, all’articolo 13, dispone che “la somma corrispondente all’importo dell’indennita’ integrativa speciale” così come individuato dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210 “non e’ rivalutata secondo il tasso d’inflazione.” E l’importo di cui si parla è appunto l’indennità dovuta al malato di AIDS, risarcito dallo Stato laddove sia stato contagiato in seguito a trasfusione con sangue infetto. “Siamo arrivati, quindi” continua Cittadinanzattiva,” a ‘inchiodare’ gli importi ai valori di oltre 18 anni fa (la legge e’ del 1992) e ad affermare che questi cittadini fra qualche anno non percepiranno, di fatto, piu’ alcun indennizzo perche’ lo stesso sara’ completamente eroso dalla svalutazione monetaria”. Per effetto dell‘inflazione, infatti, e non potendo più adeguare l’importo dovuto al costo della vita man mano che esso varia, l’indennizzo diventerebbe progressivamente inutile.

 

Sangue infetto: il governo taglia i risarcimenti

NIENTE GIUDICI – E la correzione finanziaria voluta dal Governo mette le mani anche nel lavoro della Magistratura. Infatti il successivo comma 14, fatti salvi i provvedimenti già passati in giudicato, impedisce “l’efficacia di provvedimenti emanati al fine di rivalutare la somma di cui al comma 13, in forza di un titolo esecutivo”, a decorrere dalla data di emanazione del decreto. Come a dire che chi è in attesa, in forza di provvedimento giudiziale, di una rivalutazione della propria indennità, dovrà rinunciare alla sua pretesa. Secondo la ONLUS, qui si sta “ledendo non solo i diritti del cittadino ma lo stesso Stato di Diritto, poiche’ il potere esecutivo di fatto annulla qualsiasi decisione giudiziaria in merito.”
Da Cittadinanzattiva dunque un accorato “appello ai parlamentari e agli opinion leaders perche’ sia cancellato tale emendamento che produrrebbe conseguenze sciagurate e ingiuste per i cittadini”.

NIENTE SOLDI ALLE PERSONE DOWN – La seconda criticità nella manovra finanziaria in tema di disabilità e salute, dunque, dopo che stamattina il Fatto Quotidiano aveva evidenziato come la revisione al ribasso del tetto di invalidità per il quale è concessa l’indennità dallo Stato avrebbe l’effetto di escludere la gran parte delle persone affette da Sindrome di Down da quel minimo sostentamento che lo stato gli forniva.

E secondo l’Associazione Italiana Persone Down “l’innalzamento della soglia percentuale dal 74% all’85% per vedersi erogare l’assegno mensile non colpisce in alcun modo i falsi invalidi, bensì principalmente persone con disabilità intellettive di media entità espulse dal mercato del lavoro per lo stigma dell’improduttività e per lo stesso stigma privati della vita di relazione ordinaria. Il carico assistenziale ricade, ancora una volta, esclusivamente sulle loro famiglie.”

FONTE: giornalettismo.com

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