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Semplificazione dei regimi, aumentano le opzioni di duplice terapia

di Luca Negri
Semplificazione dei regimi, aumentano le opzioni di duplice terapia

Alla 17° Conferenza Europea sull’AIDS dell’European AIDS Clinical Society (EACS 2019) tenutasi a Basilea, in Svizzera, è stata presentata una serie di studi su sicurezza ed efficacia, in pazienti virologicamente soppressi, dello switch da triplice a duplice terapia, ossia del passaggio da un regime a base di tre farmaci a uno composto soltanto da due.

Semplificazione dei regimi, aumentano le opzioni di duplice terapia
Delphine Sculier del Geneva University Hospital presenta lo studio SIMPL’HIV a EACS 2019. Immagine: @Life4meplus

Nell’ultimo aggiornamento delle linee guida dell’European AIDS Clinical Society sono raccomandate cinque possibili opzioni di duplice terapia per i pazienti virologicamente soppressi:

  • dolutegravir e rilpivirina (Juluca);
  • dolutegravir e lamivudina (Dovato);
  • darunavir potenziato e lamivudina;
  • atazanavir potenziato e lamivudina;
  • darunavir potenziato e rilpivirina.

Da uno studio condotto sulla combinazione dolutegravir/lamivudina non sono emerse significative differenze in termini di soppressione virale tra due bracci di pazienti trattati l’uno con duplice e l’altro con triplice terapia: né in base all’età del paziente, né all’etnia, al sesso, alla conta dei CD4 al baseline o al regime assunto al baseline.

I regimi composti da duplice terapia potrebbero però non essere sufficientemente potenti per i pazienti che hanno sviluppato una resistenza a farmaci assunti in precedenza, dunque sono necessari ulteriori approfondimenti mirati sui pazienti farmacoresistenti.

Un piccolo studio pilota presentato alla Conferenza ha dato risultati incoraggianti in pazienti con evidenza di resistenza pregressa alla lamivudina che sono passati a un regime a base di dolutegravir/lamivudina.

La dott.ssa Delphine Sculier e colleghi hanno indagato l’impiego di dolutegravir ed emtricitabina come opzione terapeutica per lo switch a regime duplice in uno studio denominato SIMPL’HIV. È stata scelta l’emtricitabina come alternativa alla lamivudina poiché ha un’emivita più lunga e sembrerebbe associata a un rischio inferiore di fallimento virologico e insorgenza di farmacoresistenze. Si tratta della prima sperimentazione dell’emtricitabina come uno dei componenti di un regime duplice, e i risultati ne attestano la non inferiorità rispetto alla triplice terapia.

Un altro studio ha invece evidenziato la non-inferiorità di un regime a base di darunavir potenziato e rilpivirina.

Il prof. Hans-Jürgen Stellbrink dell’Università di Amburgo ha tuttavia invitato alla cautela sui questi regimi duplici:

“Attraverso il trattamento stiamo influenzando la biologia evoluzionistica, esercitando la massima pressione selettiva sul virus; e in 33 anni di carriera ho imparato che questa pressione selettiva non va assolutamente allentata.”

E se è vero che la duplice terapia si spera dia meno effetti collaterali a lungo termine, ha sottolineato ancora il professore, questo per ora resta comunque da dimostrare.

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Traduzione di LILA Onlus – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS

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