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Sempre piu’ sieropositivi inconsapevoli

di Luca Negri
Hiv, switch a emtricitabina/rilpivirina/tenofovir alafenamide

Sempre piu' sieropositivi inconsapevoliSempre piu’ sieropositivi inconsapevoli.
Non arretra l’Hiv in Italia. Il numero di nuove infezioni e’ “stabile” da circa 3 anni, come pure quello dei casi di Aids. E il virus, che colpisce piu’ gli uomini delle donne, sembra concentrarsi sui giovani tra i 25 e i 29 anni

Sieropositivi inconsapevoli: nel 2014 in Italia 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv-positive, un’incidenza pari a 6,1 nuovi casi di sieropositivita’ ogni 100 mila abitanti. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanita’, diffusa in vista della Giornata mondiale del 1 dicembre.

Dall’inizio dell’epidemia nel 1982 a oggi sono stati segnalati nella Penisola oltre 67 mila casi di Aids, con circa 43 mila pazienti ormai deceduti. Le modalita’ di trasmissione sono rappresentate nell’84% dei casi da rapporti sessuali senza preservativo, sia tra eterosessuali che tra maschi che fanno sesso con maschi. E la maggior parte dei pazienti (9 su 10) e’ seguita presso i centri clinici di malattie infettive ed e’ sottoposta a terapia antiretrovirale.

Quanto a incidenza, il nostro Paese e’ al 12esimo posto nell’Unione europea. Le regioni che hanno mostrato valori piu’ alti sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, con il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l’incidenza delle nuove diagnosi nelle donne. L’eta’ media per i primi e’ 39 anni, per le seconde 36 anni. Quanto alla fascia di eta’ maggiormente colpita, e’ quella dei giovani di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100 mila residenti).

La maggioranza delle nuove diagnosi di infezione e’ dunque attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo, che costituiscono l’84,1% di tutte le segnalazioni (maschi che fanno sesso con maschi 40,9%; eterosessuali maschi 26,3%; eterosessuali femmine 16,9%). Il 27,1% delle persone Hiv-positive e’ di nazionalita’ straniera.

Piu’ in dettaglio, nel 2014 l’incidenza e’ stata di 4,7 nuovi casi ogni 100 mila tra italiani residenti e di 19,2 nuovi casi ogni 100 mila tra stranieri residenti. Le incidenze piu’ elevate tra stranieri sono state osservate nel Lazio, in Campania, in Sicilia e in Molise. Tra gli stranieri pero’ la quota maggiore di casi e’ costituita da eterosessuali femmine (36%), seguita dal 27% di eterosessuali maschi, mentre tra gli italiani la proporzione maggiore e’ quella dei maschi che fanno sesso con maschi (49%), seguita dal 26% di eterosessuali maschi.

Sempre nel 2014, il 53,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv aveva un numero di linfociti Cd4 inferiore a 350cell/μL, quindi un’infezione ‘antica’ nel tempo. Rispetto al 2013, comunque, questa percentuale sembra essere in diminuzione (era del 57,6%). In Umbria e nella Provincia autonoma di Trento l’esecuzione del test di avidita’ anticorpale, che permette di identificare le infezioni recenti, ha evidenziato che il 17,5% delle persone con una nuova diagnosi ha verosimilmente acquisito l’infezione nei 6 mesi precedenti. Infine, il 26,4% delle persone ha eseguito il test per la presenza di sintomi, il 21,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 10% nel corso di accertamenti per un’altra patologia.

Nel 2014 sono stati diagnosticati 858 nuovi casi di Aids, pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100 mila residenti. Anche in questo caso, l’incidenza risulta stabile negli ultimi 3 anni. Diminuiscono i decessi delle persone malate. Ma a preoccupare e’ il fatto che poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con Aids ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi.

Questa bassa percentuale di persone in terapia “e’ legata al fatto che una quota crescente di persone sieropositivi inconsapevoli della propria sieropositivita’ – spiegano gli esperti – Tra il 2006 e il 2014 e’ aumentata la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositivita’, passando dal 20,5% al 71,5%”.

Da uno studio condotto su 12 centri clinici di malattie infettive campionati per essere rappresentativi della realta’ italiana, risulta che il 90,9% delle persone con infezione da Hiv e’ seguito presso i centri clinici di malattie infettive; di questi, il 92,6% e’ in terapia antiretrovirale, e di questi l’85,4% ha raggiunto la soppressione virale. Insomma, siamo vicini all’obiettivo 90-90-90 fissato dall’Oms.

Fonte: padovanews.it

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