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“Io, sieropositiva salvata dalla danza”

di Luca Negri
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 “Io, sieropositiva salvata dalla danza”.
La storia di Alessandra Costa, in scena al teatro dell’Arte con “Be positive… fino a qui tutto bene!”

"Io, sieropositiva salvata dalla danza".di CLARA AMODEO
Io sieropositiva: Muoversi, danzare, provare nuove coreografie. Fare tutto questo convivendo da 30 anni con il virus dell’Hiv. Non nasconde un certo orgoglio Alessandra Costa, danzatrice e fondatrice della Compagnia Balafori, che ha deciso di raccontare la sua storia nello spettacolo “Be positive… fino a qui tutto bene!“, in scena domani al teatro dell’Arte di viale Alemagna.

Realizzato in collaborazione con ALA Milano Onlus (associazione che si occupa di malattie sessualmente trasmissibili e contagio da Hiv/Aids a cui andranno i proventi della serata) e con il patrocinio del Comune di Milano, “Be positive… fino a qui tutto bene!” vuole dimostrare come il “mostro Hiv” possa essere se non sconfitto almeno ammaestrato con la forza di volontà e con la dolcezza della musica. Lo spettacolo vedrà in scena 7 interpreti “danzattori” che provengono da paesi quali Canada, Argentina e Italia: Alessandra Costa, Giovanna Belloni Giustiniani, Cecilia Francesca Croce, Hannah Goldberg, Francesca Lastella, Leonardo Moreno e Franco Tavano.

Come nasce l’idea dello spettacolo “Be positive… fino a qui tutto bene!”?

“Ho deciso di raccontare la mia storia, sono testimone recitante e danzante perché sono sieropositiva da 30 anni. Dell’Hiv ultimamente se ne parla poco, ed invece i casi sono in aumento anche tra i giovani. Su consiglio della mia dottoressa Cristina Negri dell’Ospedale Sacco di Milano, madrina della serata, ho deciso di portare in scena il mio percorso e di dare voce alla mia passione, quella per la danza, che è stata ed è anche la mia medicina”.

Come nasce, invece, la collaborazione con ALA Milano Onlus?

“Abbiamo iniziato a collaborare da subito con ALA Milano per questo spettacolo ed il sostegno è reciproco, infatti l’incasso della serata sarà devoluto alla Onlus. Insieme ad Ala Milano Onlus abbiamo vinto un bando della Fondazione Cariplo che ci permetterà di portare lo spettacolo nelle università, insieme a delle conferenze sul tema dell’Hiv”.

Qual è la trama dello spettacolo?

“Nello spettacolo mi racconto. Sono una coreografa ma anche un’insegnante e spesso mi trovo a spingere i ragazzi, i giovani, a sfruttare la propria passione per far fronte alle difficoltà della vita: a furia di dirlo mi è risultato logico fare uno spettacolo per dirlo “più ad alta voce”. I danzatori sono i componenti della mia compagnia, la Compagnia Balafori, nata in Francia nel 2001, ma che dal 2009 ha sede a Milano. Insieme cerchiamo una zona d’incontro tra diverse forme d’espressione (la danza, il teatro e, a secondo delle esigenze della creazione, la poesia, la pittura, la musica)”.

Quali altri progetti sono legati allo spettacolo?

“Per ora siamo molto concentrati su questo debutto alla Teatro dell’Arte in Triennale, poi inizieremo il percorso nelle università, nella speranza che anche teatri e festival dedicati alla danza inseriscano il mostro spettacolo nella loro programmazione”.

Fonte: ilgiorno.it

 

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