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Sofosbuvir, due studi di fase III

di Luca Negri
Policlinico di Bari: esperti a confronto su epatite C - Poloinformativo HIV

Sofosbuvir, due studi di fase IIIGilead ha annunciato i risultati topline di due studi di fase III che hanno valutato a 12 settimane l’efficacia di un regime  con sofosbuvir in associazione con ribavirina (studio FISSION) e, in combinazione con ribavirina e interferone pegilato (studio NEUTRINO) entrambi confrontati con lo standard of care (interferone più ribavirina) in pazienti con epatite C naïve al trattamento.

Nello studio FISSION, pazienti con epatite C di  genotipo 2 e 3 e naive al trattamento sono stati randomizzati (1:1) a ricevere o 12 settimane di sofosbuvir 400 mg al giorno più ribavirina (RBV) (1.000 o 1.200 mg / die) (n = 256) o 24 settimane di interferone pegilato (PEG-IFN [180μg/week]) più ribavirina (800mg/day) (n = 243).

Il tasso di Risposta Virologica Sostenuta a 12 settimane (SVR12) nei pazienti che hanno ricevuto il sofosbuvir più RBV è risultato del 97 per cento per i pazienti con genotipo 2 e del 56 per cento nei pazienti con genotipo 3.  Al contrario, nei pazienti trattati col il solito regime a base di peg-interferone e RBV l’SVR12  è stato del 78% e del 63%, rispettivamente (genotipo 2 e 3).
Nel sottogruppo di pazienti che al basale si trovava già in cirrosi (forma avanzata della malattia) hanno raggiunto l’SVR12 il 47% dei pazienti trattati con sofosbuvir e il 38% di quelli in terapia standard.

Complessivamente, lo studio ha FISSION raggiunto l’endpoint primario di efficacia rappresentato dalla non-inferiorità di sofosbuvir più RBV verso peg-interferone più RBV, con il 67% (170/253) dei pazienti che ha raggiunto una risposta virologica sostenuta (SVR) nel gruppo di trattamento sofosbuvir più RBV vs 67% (162/243) nel gruppo di trattamento con peg-interferone più RBV (IC95% per la differenza:-7,5-8,0% per sofosbuvir più RBV vs peg-interferone più RBV; criterio predefinito per la non inferiorità era un limite inferiore di due lati IC95% del -15%).

Lo studio tuttavia lascia qualche dubbio sulla capacità di sofosbuvir di essere competitivo nei pazienti con genotipo 3 del virus HCV. In Usa i genotipi 2 e 3 sono presenti in circa un terzo del totale del 3,2 milioni di americani colpiti dalla malattia . Il genotipo 1 è quello di gran lunga più frequente (due terzi).

Nello studio In NEUTRINO, 327 pazienti con epatite C di genotipo 1, 4, 5, e 6 naïve al trattamento sono stati trattati per 12 settimane con 400 mg di sofosbuvir una volta al giorno in associazione con RBV (1000 o 1200 mg / die) e Peg-interferone (180 mcg / settimana).

Nello studio NEUTRINO, l’endpoint primario di efficacia è stato raggiunto ed era rappresentato dalla  superiorità rispetto ad un tasso predefinito storico SVR (60%) con il 90% (295/327) dei pazienti che hanno raggiunto SVR12 dopo il completamento della terapia con la nuova terapia a base di sofosbuvir (p <0,001).

Gilead si conferma in testa nella competizione per la messa a punto del primo regime terapeutico interferon free e tutto orale. Già lo scorso mese di novembre aveva comunicato i dati preliminari di un altro studio di fase III denominato POSITRON condotto con una combinazione di sofosbuvir e ribavirina risultata in grado di eradicare il virus dell’epatite C di genotipo 2/3 in tre quarti dei pazienti.

Nello studio POSITRON la risposta è stata molto elevata (78%) anche se non totale. L’azienda aveva precisato che si trattava di pazienti che non potevano o non volevano assumere interferone e dunque non avevano altre terapie disponibili. Gli eventi avversi più comuni erano stati stanchezza e spossatezza (fatigue), la nausea, cefalea, insonnia, prurito e anemia.

Noto in precedenza con la sigla GS-7977, sofosbuvir è un nucleotide (“nuc”) che agisce quale inibitore della polimerasi NS5B di HCV da somministrarsi once a day, attivo contro diversi genotipi di HCV.
Gli studi su pazienti negativi all’infezione da HIV avevano mostrato che il farmaco, da solo o in combinazione con ribavirina o altri farmaci anti HCV, è ben tollerato con un alto tasso di risposta.
Gilead ha intenzione di inviare la richiesta di approvazione del medicinale entro la metà del 2013. FISSION, NEUTRINO, POSITRON e FUSION sono i quattro studi pivotal che supporteranno la registrazione del farmaco.

Per sofosbuvir verrà chiesta l’indicazione in pazienti con genotipo 2 e 3 quale parte di una terapia anti epatite C tutta orale in combinazione con RBV in pazienti naive al trattamento, già trattati oppure in coloro che non tollerano l’interferone.
L’altra indicazione che sarà richiesta è in combinazione con RBV e interferone per i pazienti naive al trattamento con genotipi 1,4,5 e 6. I dati dello studio FUSION saranno disponibili entro il primo trimestre del 2013.

 

FONTE: pharmastar.it

 

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