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Solidarietà a Medici Senza Frontiere: la corretta informazione prima di tutto

di Silvia Bandini
Solidarietà a Medici Senza Frontiere: la corretta informazione prima di tutto

NPS Italia Onlus sulle pagine di Quotidiano Sanità esprime la sua solidarietà a Medici Senza Frontiere.
La corretta informazione è d’obbligo.

Solidarietà a Medici Senza Frontiere : incredibili inesattezze nella descrizione delle modalità di contagio dell’HIV

20 NOV 2018– Apprendiamo con sgomento che numerose testate giornalistiche on line oggi, hanno titolato e scritto nei loro articoli delle cose inaudite in merito alla modalità di trasmissione dell’HIV, cose che non si sarebbero lette nemmeno negli anni ’80.

Solidarietà a Medici Senza Frontiere: la corretta informazione prima di tuttoSi legge che a largo delle coste italiane la nave Aquarius carica di migranti avrebbe smaltito rifiuti infetti, ma soprattutto indumenti infetti. Vengono associate tre/quattro ( Tb, Hiv, meningite, scabbia) infezioni nello specifico che hanno modalità di trasmissione diverse tra loro senza alcuna attenzione alla diffusione di una informazione scientifica corretta, informazione volta come al solito a fare un titolo scandalistico che attiri il più possibile l’attenzione del pubblico e null’altro. Questa speculazione strumentale in ambito di HIV non trova altro fine se non quello di aumentare il pregiudizio già esistente sull’infezione da HIV per di più associandola alla questione migranti, tanto calda in Italia, criminalizzandoli al solo scopo populistico, creando così un doppio stigma. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile.

In qualità di presidente del Network Persone Sieropositive sono stanca di continuare a leggere in Italia, e stavolta persino all’estero, notizie così pressapochiste che data la rilevanza del tema non si preoccupano minimamente di fornire informazioni scientificamente corrette chiedendo un parere scientifico agli infettivologi italiani, per esempio.

“E’ importante che l’inchiesta entri nel merito di fatti specifici. I messaggi non devono in nessun modo essere strumentalizzati. E’ evidente che l’HIV non si trasmette tramite i vestiti. Altra cosa è il rispetto delle corrette pratiche sanitarie. Lo smaltimento di materiale infetto deve rispondere a regole stringenti che devono essere rigorosamente rispettate, ha ben specificato il Prof. Andrea Gori, Direttore dell’UO di Malattie Infettive, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

Solidarietà a Medici Senza Frontiere

Sono indignata anche di questo sensazionalismo speso sulla pelle delle persone con HIV, perché scrivere che l’HIV si può trasmettere anche attraverso gli indumenti è qualcosa di inaudito, nonché di scientificamente errato, come appena specificato dal prof. Gori, che ci fa sprofondare nel baratro dell’ignoranza e della discriminazione verso noi persone con Hiv mai visto in trent’anni di storia di questa infezione.

Cosa distinta e diversa è la trasmissibilità della scabbia, per esempio, attraverso gli indumenti dalla trasmissibilità del virus dell’HIV: non possono essere assolutamente essere messe sullo stesso piano! Gli indumenti non trasmettono l’HIV.

Resta ben inteso che devono essere sempre osservate e rispettate le corrette pratiche sanitarie.

Abbiamo già in passato, e in altre occasioni in cui si è parlato di HIV in modo scorretto e stigmatizzante, richiamato i giornalisti e l’ordine dei giornalisti rifacendoci al loro codice deontologico e non smetteremo di farlo, perché il nostro è un osservatorio permanente sulla corretta comunicazione in ambito di HIV.

 

Margherita Errico
Presidente Nps
Fonte: NPS Italia

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