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Soppressione virale mantenuta con regime a due farmaci, dopo 48 settimane dallo switch terapeutico

di Neptune
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Soppressione virale mantenuta con regime a due farmaci, dopo 48 settimane dallo switch terapeutico.

Un gruppo di pazienti passati dalla terapia antiretrovirale standard (ART) a un regime a due farmaci – dolutegravir (Tivicay) più rilpivirina (Edurant) – sono riusciti a mantenere la Soppressione virale HIV a 48 settimane dallo switch: sono risultati di uno studio presentato ieri come ‘late-breaking’ all’edizione 2017 della Conferenza sui Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI) in corso a Seattle.

“È la prima volta che riusciamo a dimostrare la non-inferiorità di [un regime a due farmaci] a monosomministrazione giornaliera che non preveda l’impiego di un potenziatore farmacocinetico, di un inibitore della proteasi o degli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI)”, ha dichiarato il prof. Josep Llibre dell’Ospedale Universitario Germans Trias di Barcellona.

Negli ultimi mesi è cresciuto molto l’interesse attorno alle strategie di semplificazione terapeutica, soprattutto dopo i buoni risultati ottenuti con un regime coformulato a base di dolutegravir più lamivudina (Epivir) in un piccolo studio condotto l’estate scorsa su pazienti naive al trattamento. Il dolutegravir è un potente inibitore dell’integrasi sviluppato da ViiV Healthcare: ha un’elevata barriera allo sviluppo di resistenze, il che lo rende un ottimo candidato per un regime terapeutico semplificato.

L'HIV non è un fattore di rischio per la fibrosi in persone con epatite CSWORD-1 e SWORD-2 sono due identici studi randomizzati di fase tre condotti in aperto su pazienti arruolati in centri clinici in tutto il mondo, per un totale di 1024 partecipanti, tutti pazienti HIV-positivi in trattamento con triplice terapia che presentavano una carica virale soppressa da almeno un anno. Sono stati esclusi gli individui che avessero precedenti di fallimento virologico o farmacoresistenza, oppure una co-infezione cronica con epatite B.

I partecipanti presentavano una conta dei CD4 al basale, in media, di circa 600 cellule/mm3 e assumevano regimi comprendenti inibitori dell’integrasi (20%), inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI) (54%) e inibitori della proteasi (26%), oltre a due NRTI.

I partecipanti sono stati randomizzati o per passare alla duplice terapia con dolutegravir più rilpivirina oppure per continuare ad assumere la triplice. L’endpoint primario era il mantenimento della soppressione virale a 48 settimane dallo switch, un obiettivo raggiunto dal 95% dei partecipanti di entrambi i bracci dei due studi.

Rari sono stati gli eventi di fallimento terapeutico (< 1% nel braccio che è passato alla terapia semplificata e 1% nel braccio che ha continuato ad assumere la terapia standard) e il trattamento si è dimostrato in generale sicuro e ben tollerato.

Gli studi SWORD continueranno fino alle 148 settimane. È inoltre previsto un nuovo trial in cui verrà sperimentata una coformulazione a dosaggio fisso di dolutegravir più rilpivirina, in cui verranno arruolati anche pazienti che in passato hanno sviluppato farmacoresistenze, per meglio riflettere una popolazione ‘reale’.

 

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FONTE: aidsmap.com

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