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Sotto-studi di START

di Neptune
È probabile che Raltegravir più lamivudina funzioni come PrEP

Lo studio START (Strategic Timing of Antiretroviral Treatment) è stato disegnato per trovare risposte alla questione di quando sia opportuno iniziare la terapia antiretrovirale (ART), soprattutto nei pazienti che hanno conte di CD4 ancora elevate.

Sotto-studi di START

Studio START: A questo scopo sono stati arruolati individui con conte di CD4 superiori a 500 che sono stati randomizzati per iniziare subito la terapia o rimandarla.

Chi iniziava la ART subito dopo aver ricevuto la diagnosi, nell’ampio studio START, ha mostrato una minor perdita di densità ossea nell’anca e nella spina dorsale rispetto a coloro che rimandavano l’inizio della terapia, hanno riferito gli autori in una sessione congiunta della 15° Conferenza Europea sull’AIDS e del 17° Workshop Internazionale sulle comorbidità e le reazioni avverse a farmaci in HIV. Non è tuttavia stata riscontrata una differenza significativa a livello di rischio di fratture, e due altri sotto-studi di START non hanno rilevato differenze tra i due gruppi per quanto riguardava la funzionalità polmonare o la risposta neuropsicologica.

Iniziando la ART prima che il sistema immunitario venga gravemente compromesso si riduce notevolmente il rischio di progressione della malattia e morte: tuttavia anche il trattamento precoce può avere dei risvolti negativi, per esempio a causa della prolungata esposizione a farmaci in grado di dare tossicità.

Dato che il tenofovir e gli inibitori della proteasi sono associati con una riduzione della densità minerale ossea, i ricercatori di START hanno cercato di verificare se trattamento precoce aumentava il rischio di perdita ossea in un sotto-studio condotto su 193 pazienti randomizzati al gruppo dell’ART precoce e 204 del gruppo della terapia differita.

Nel primo gruppo, la densità minerale ossea nella spina lombare è diminuita durante il primo anno di assunzione del trattamento, e poi si è stabilizzata. Quella dell’anca è risultata invece in costante diminuzione per tre anni in entrambi i bracci dello studio, ma in percentuale la perdita era maggiore nel gruppo dell’ART precoce che in quello della terapia differita. Le differenze sono risultate statisticamente significative.

Non è stata invece riscontrata alcuna differenza nello sviluppo di osteoporosi o fratture.

In termini di trattamento, l’unica classe di farmaci che è risultata associata in modo significativo alla perdita minerale ossea è stata quella degli inibitori della proteasi.

Una conta dei CD4 meno elevata è risultata associata a una maggiore perdita ossea nella spina lombare, mentre per quanto riguarda la perdita di massa ossea nell’anca il fattore più incisivo era la durata dell’infezione.

Altri sotto-studi di START hanno invece preso in considerazione eventuali alterazioni della funzionalità polmonare e delle capacità neurocognitive.

Lo studio sulla funzionalità polmonare ha indagato l’eventuale aumento di rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) nei pazienti che iniziavano precocemente le terapie. Era già stato evidenziato da studi osservazionali che le persone HIV-positive sono maggiormente esposte al rischio di BPCO, ma i dati a conferma dell’associazione tra aumento del rischio e ART sono contraddittori.

Lo studio non ha rilevato differenze degne di nota nei due bracci (terapia precoce e differita) per quanto riguarda la funzionalità polmonare, nei pazienti fumatori come nei non-fumatori.

Il sotto-studio riguardante la funzione neurocognitiva, invece, si proponeva di appurare se il trattamento precoce potesse incidere, appunto, sulle capacità neurocognitive – ossia su funzioni come memoria, concentrazione, capacità di elaborare e reagire alle informazioni. In alcuni studi di coorte erano state osservate modeste diminuzioni nelle capacità neurocognitive – lontane da quelle osservate nella demenza AIDS-correlata, però – in pazienti con infezione avanzata, ed è stato ipotizzato che un inizio precoce della terapia potesse prevenire tali alterazioni.

Questo studio, tuttavia, non ha mostrato “nessun vantaggio (o svantaggio) complessivo legato all’inizio immediato della ART in soggetti asintomatici naive al trattamento con conte dei CD4 elevate”, hanno riferito gli autori. Da questi risultati si desume che in questa popolazione “l’incidenza di deficit neurocognitivo prevenibile con la ART è bassa”, come bassa è anche l’incidenza del declino cognitivo in assenza di trattamento; non è stato inoltre rilevato “alcun chiaro segno di neurotossicità”.

Articolo dedicato al sotto-studio sulla densità minerale ossea su aidsmap.com

Articolo dedicato ai sotto-studi sulla funzionalità polmonare e sulle capacità neurocognitive su aidsmap.com

 

FONTE: aidsmap.com

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