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Stribild: un nuovo regime a single tablet regimen disponibile

di sert_budrio

Stribild: un nuovo regime a single tablet regimen disponibileStribild: un nuovo regime a single tablet regimen disponibile
«Siamo passati dal niente, al complicato, al semplice».
Con queste poche ma chiare parole, Rosaria Iardino, presidente onorario di Network Persone Sieropositive (NPS) Italia Onlus, sintetizza l’evoluzione della terapia anti Hiv in 30 anni, da quando il virus fu scoperto e identificato.

In pochi anni, si è passati dal non avere nessuna cura, a regimi che prevedevano anche 20-25 pillole da assumere ogni giorno, con effetti devastanti sulla qualità di vita, agli attuali regimi mono pillola che contengono i farmaci necessari per tutta la giornata. Un balzo terapeutico che pochissime altre volte si è visto nella storia della medicina.

La Iardino, insieme ad alcuni clinici qualificati ha partecipato a un meeting con la stampa svoltosi oggi a Milano che aveva lo scopo di fare il punto sulla percezione dell’infezione da Hiv e discutere le nuove evoluzioni della terapia che puntano proprio alla massima semplificazione.

I cosiddetti regimi in singola compressa (Single Tablet Regimen, STR) rappresentano un traguardo importante nella recente storia della terapia antiretrovirale. Come dimostrato da numerose evidenze scientifiche, il passaggio ad STR incrementa l’aderenza del paziente e la persistenza e, di conseguenza, determina il successo a lungo termine della terapia antiretrovirale altamente efficace (HAART).

In tema di terapia, in Italia è stato recentemente rimborsato un nuovo regime terapeutico che in una sola compressa, da assumere una volta al giorno, comprende i quattro farmaci necessari a combattere il virus dell’HIV: tenofovir disoproxil fumarato, emtricitabina, elvitegravir e cobicistat. Quest’ultimo non è un antivirale ma un potenziatore e stabilizzatore del vero elemento innovativo di questa combinazione, ovvero l’inibitore dell’integrasi elvitegravir.

Si tratta di un’importante conquista per i pazienti, che vedono così potenzialmente facilitato l’accesso alla terapia anti HIV più innovativa attualmente disponibile, frutto di una ricerca iniziata oltre 10 anni fa con i primi STR.

La terapia con il nuovo farmaco è adatta a tutti i pazienti, senza limitazioni di carica virale, compresi coloro che non sono mai entrati in terapia, purché non presentino mutazioni di resistenza ai componenti del farmaco.

Sviluppato dalla ricerca Gilead Sciences, si tratta del primo “single tablet regimen” contenente un potente antivirale, della famiglia degli inibitori dell’integrasi, nello specifico elvitegravir, caratterizzato da una rapidissima attività soppressiva nei riguardi del virus. Elvitegravir ha un meccanismo di azione tale da bloccare il virus prima che possa integrarsi nel materiale genetico della cellula.

Altro componente della monopillola un nuovo booster selettivo, cobicistat, in grado di prolungare la permanenza in circolo dello stesso elvitegravir (il che permette il dosaggio in singola compressa). Infine, il farmaco può contare su altri due principi attivi impiegati da molti anni nella lotta all’HIV/AIDS, un inibitore nucleosidico (NRTI) ed uno nucleotidico della transcriptasi inversa (NtRTI) raccomandati dalle Linee Guida Nazionali e Internazionali. Si tratta di emtricitabina e tenofovir.

Negli ultimi anni le cosiddette STR (single tablet regimen) hanno rivoluzionato la vita dei pazienti con HIV/AIDS perché hanno determinato un importante beneficio per il paziente in termini di maggiore efficacia del trattamento, che è aumentata progressivamente con il progredire della ricerca che è passata da una compressa per ogni farmaco alle prime pillole con due principi attivi, fino alla possibilità di racchiudere in una sola capsula tutta la terapia (3 farmaci a dose fissa).

“Tutto ciò negli anni ha aumentato l’adesione del paziente al trattamento e parallelamente ha semplificato la gestione della terapia, anche se sapevamo che qualcosa in più poteva essere fatto in termini di tollerabilità e abbassamento della carica virale” ha dichiarato Giovanni Di Perri, Professore ordinario di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Torino. “Oggi grazie a questo farmaco è stato raggiunto un altro importante traguardo a favore dei pazienti. Il fatto che questo nuovo STR  sommi l’elvitegravir, molecola  caratterizzata da una rapidissima attività soppressiva nei riguardi del virus, a un nuovo potenziatore farmacocinetico, cobicistat, in grado di prolungare e stabilizzare la permanenza in circolo dello stesso elvitegravir e quindi di permetterne l’assunzione una sola volta al giorno, rappresenta un progresso importante perché associa un’elevata potenza antiretrovirale alla praticità di una singola compressa”.

Durante i trial clinici condotti che hanno coinvolto oltre 1400 pazienti, il farmaco ha dimostrato una notevole efficacia – paragonabile a due collaudatissimi regimi di prima linea impiegati nel trattamento dell’HIV e una maggiore tollerabilità che sono state confermate anche dopo 3 anni di terapia.

Inoltre, il regime “4 in 1”, non permettendo un’aderenza selettiva da parte del paziente (ovvero la scelta arbitraria di non assumere o assumere in maniera incostante una o più delle componenti del regime terapeutico) riduce in larga misura l’emergere di resistenze selettive, cioè a uno solo dei farmaci che compongono la terapia.

L’opzione terapeutica con STR si rivela particolarmente efficace anche nella gestione di pazienti che spesso presentano comorbidità, ossia la presenza di altre malattie oltre all’HIV/AIDS. In tutti questi casi è necessario considerare con attenzione le possibili interazioni fra farmaci e aumentare l’aderenza alla terapia semplificando il carico di pillole.

“L’accesso ai farmaci innovativi è una tematica di attualità, che non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo. Il problema è presente anche in Italia dove non viene garantito loro un rapido accesso anche quando sono di dimostrata efficacia e sicurezza. Una volta approvati a livello nazionale dall’Aifa, impiegano mesi ad essere inseriti nei prontuari di ciascuna regione, con conseguenti ritardi nell’accesso dei pazienti alle nuove terapie” sottolinea la Iardino “Ci auguriamo che questo non accada anche per questo nuovo STR e che sia reso presto disponibile nel maggior numero di strutture possibili, se non in tutte”.

 

 

FONTE: pharmastar.it

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