Home Farmaci anti HIV ViiV Healthcare: dati positivi a 2 mesi di dello studio ATLAS-2M 2019 di fase 3 che dimostra che il regime iniettabile funziona

ViiV Healthcare: dati positivi a 2 mesi di dello studio ATLAS-2M 2019 di fase 3 che dimostra che il regime iniettabile funziona

di Luca Negri
Infezione HIV: un'iniezione la previene per 2 settimane

ViiV Healthcare annuncia i dati positivi a 48 settimane di ATLAS-2M 2019 studio di fase III che dimostra che il regime sperimentale iniettabile a due farmaci a lunga durata d’azione di cabotegravir e rilpivirina ogni due mesi ha un’efficacia simile al dosaggio mensile.

I risultati di ATLAS-2M 2019 dimostrano che la somministrazione iniettiva di cabotegravir e rilpivirina ogni due mesi è efficace e sicura come la somministrazione mensile ed è preferita dalla quasi totalità dei partecipanti allo studio.

Londra, 9 marzo 2020 – ViiV Healthcare, azienda globale specializzata nell’HIV a maggioranza GSK in partecipazione con Pfizer Inc. e Shionogi Limited, ha reso noto oggi i dati positivi a 48 settimane emersi dal suo studio globale di fase III ATLAS-2M sul regime sperimentale iniettabile a 2 farmaci (2DR) a lunga durata d’azione di cabotegravir di ViiV Healthcare e rilpivirina di Janssen per il trattamento dell’HIV. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario alla 48ma settimana dimostrando che l’attività antivirale e la sicurezza di cabotegravir e rilpivirina somministrati ogni otto settimane (due mesi) risultano non inferiori rispetto alla somministrazione ogni quattro settimane (mensile).

ATLAS-2M è stato condotto negli adulti con infezione da HIV-1 la cui carica virale è soppressa e il cui virus non è resistente a cabotegravir o rilpivirina. Questi dati sono stati presentati oggi alla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI) 2020 in corso a Boston, Massachusetts.

Kimberly Smith, M.D., Head of Research & Development di ViiV Healthcare, ha commentato:

“Ora disponiamo di dati positivi che dimostrano l’efficacia e la sicurezza di un trattamento per l’HIV a lunga durata d’azione che viene somministrato ogni due mesi. Disponiamo inoltre di dati sulle preferenze dei pazienti che dimostrano come la maggioranza dei partecipanti allo studio preferisca il regime a lunga durata d’azione sia mensile che ogni due mesi rispetto alla terapia orale. Questo regime a due farmaci può offrire una opportunità per le persone che vivono con HIV che assumono terapie giornaliere, per ridurre complessivamente le giornate di assunzione dei loro trattamenti da 365 a sei all’anno”.

ViiV Healthcare: dati positivi a 2 mesi di uno studio di fase 3 che dimostra che il regime iniettabile funziona

Nello studio globale di fase III ATLAS-2M 2019, la non-inferiorità è stata determinata comparando la proporzione di partecipanti con valori di RNA plasmatico HIV-1 ≥ 50 copie per millilitro (c/mL) utilizzando l’algoritmo FDA Snapshot alla 48ma settimana (Intent-to-Treat Exposed [ITTE] population), dimostrando che il braccio a due mesi (9/522 [1.7%]) e il braccio a un mese (5/523 [1.0%]) avevano una simile efficacia (differenza aggiustata: 0.8%, 95% intervallo di confidenza [CI]: -0.6, 2.2). Lo studio ha anche riscontrato che i tassi di soppressione virologica (HIV-1 RNA <50 c/mL), un endpoint secondario chiave per ATLAS-2M, erano simili, indipendentemente dal fatto che il regime di cabotegravir e rilpivirina fosse somministrato ogni due mesi (492/522 [94.3%]) o una volta al mese (489/523 [93.5%]) (differenza aggiustata: 0.8%, 95% CI: -2.1, 3.7).

Il fallimento virologico confermato (CVF) è stato definito come carica virale consecutiva >200 copie per ml; otto participanti nel braccio ogni due mesi (8/522 [1.5%]) e due participanti nel braccio mensile (2/523 [0.4%]) hanno sviluppato CVF, rispettivamente. Mutazioni associate a resistenza al trattamento riferite a rilpivirina, cabotegravir, o ad entrambi gli agenti sono state riscontrate in cinque degli otto casi di CVF nel braccio a due mesi e in entrambi i casi nel braccio a un mese.

Il trattamenti con cabotegravir e rilpivirina è stato generalmente ben tollerato in entrambi i bracci di studio. Nel braccio a due mesi, le percentuali di eventi avversi seri (SAEs) (27/522 [5.2%]) e i ritiri dovuti a eventi avversi (AEs) (12/522 [2.3%]) erano bassi e simili a quelli sperimentati nel braccio a un mese (SAEs: 19/523 [3.6%], ritiri dovuti a AEs 13/523 [2.5%]).

Entrambi i gruppi di trattamento erano simili riguardo alla gravità e durata delle reazioni al sito dell’iniezione (ISRs) sperimentate dai partecipanti, con 98% di ISRs descritte come lievi o moderate (ogni due mesi: 2,464/2507 [98.3%], ogni mese: 3,104/3152 [98.5%]) con durata media di tre giorni). Dei 1. 045 partecipanti totali, cinque participanti in ciascun braccio (1.0%) si sono ritirati per eventi correlati all’iniezione nel corso delle 48 settimane di studio.

Il novantotto percento dei partecipanti ha mostrato di preferire il trattamento a lunga durata d’azione a due mesi rispetto alla terapia giornaliera orale. I dati di preferenza dei pazienti sono stati misurati usando un questionario basato su un’unica domanda alla 48ma settimana.

Dopo lo switch da terapia orale giornaliera a quello a lunga durata d’azione (mensile o ogni due mesi), la soddisfazione per il trattamento è migliorata in modo significativo per i partecipanti che hanno fatto il loro ingresso nello studio dal regime terapeutico standard orale giornaliero, e la loro preferenza è andata al regime ogni due mesi rispetto al regime mensile.

Infatti alla 48ma settimana la variazione media dell’HIVTSQs rispetto al basale era di 4.86 punti (95% CI: 4.02, 5.69) per il braccio Q8W e 3.12 punti (95% CI: 2.29, 3.95) per il braccio Q4W. Per i partecipanti che hanno continuato a seguire un regime a lunga durata d’azione dello studio ATLAS-2M 2019, la soddisfazione per il trattamento è rimasta su livelli molto elevati per tutta la durata dello studio in entrambi i gruppi (basale e 48ma settimana indicano punteggi HIVTSQ di circa 62 su 66 punti massimi).

Turner Overton, M.D., Professor, Department of Medicine at the University of Alabama at Birmingham e ATLAS-2M Primary Investigator, ha affermato:

“I partecipanti dello studio ATLAS-2M hanno espresso una chiara preferenza per l’opzione di trattamento a due mesi. Questa preferenza rafforza il desiderio per un trattamento a lunga durata d’azione.

“C’è un bisogno di avere a disposizione trattamenti più comodi e semplici per aiutare ad affrontare sfide come l’impatto di una terapia quotidiana, la fatica nel rispettare l’aderenza terapeutica, le interazioni tra cibi e farmaco e lo stigma che influiscono negativamente sull’aderenza per le persone che vivono con HIV. I risultati di questo studio dimostrano il potenziale per un’alternativa ai tradizionali regimi orali giornalieri.”

Questo regime sperimentale iniettabile a due farmaci a lunga durata d’azione, è stato sviluppato congiuntamente nell’ambito di una collaborazione con Janssen Sciences Ireland UC e non è ad oggi stato approvato da nessuna autorità regolatoria in tutto il mondo.

Il presente comunicato è una sintesi fedele del documento originale in inglese reperibile sul sito globale o cliccando qui cui si rimanda per interezza, approfondimento e bibliografia.

Fonte: comunicato GSK

Potrebbe interessarti anche

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che ti stia bene, ma se lo desideri puoi disattivarli. Accetto Scopri di più