Home Ricerca Studio fornisce nuovi metodi per poter concepire un vaccino efficace

Studio fornisce nuovi metodi per poter concepire un vaccino efficace

di Luca Negri
Vaccino sperimentale potrebbe proteggere dall’HIV per oltre cinque anni

News tradotta da EuropaPress
Analizzando la complessa struttura di risposte anticorpali indotte da un vaccino in un gruppo di pazienti vaccinati, i ricercatori hanno scoperto come il candidato vaccino regoli una risposta immunitaria che potrebbe essere d’aiuto nel combattere l’infezione da Hiv-1.

La ricerca del Duke University Medical Center e’ stata presentata su Immunity.

I ricercatori hanno analizzato la struttura degli anticorpi dal virus prodotti nei soggetti vaccinati, scoprendo come il vaccino inneschi la risposta immunitaria che potrebbe combattere l’infezione da Hiv-1. Lo studio potrebbe contribuire a incrementare la produzione del vaccino, che attualmente non e’ sufficiente all’uso clinico.

”Si tratta del primo studio del complesso di anticorpi indotti da un vaccino contro l’Hiv e che sono associati a una diminuzione della trasmissione del virus” ha spiegato Barton Haynes, che ha condotto la ricerca. ”Il motivo ultimo dello studio e’ comprendere come il vaccino lavori, per poterlo migliorare”.

Gli scienziati hanno esaminato il vaccino RV144, che in un trial del 2009 ha mostrato di proteggere circa  un terzo dei vaccinati.
Gli studiosi hanno isolato gli anticorpi prodotti dopo l’iniezione dell’RV144 e determinato la struttura cristallina degli anticorpi da soli e quando si legano con il virus, avendo come bersaglio due regioni differenti, V1 e V2, associate ad una diminuzione del rischio di infezione con HIV1. Ma finora non è ancora chiaro se questi anticorpi siano cruciali per proteggere dall’infezione o se possano svolgere un ruolo per combattere l’infezione quando già presente.

Hanno trovato che la regione V2, bersaglio degli anticorpi e che include residui dell’aminoacido 169, mostra una estrema variabilità sia nella sequenza degli aminoacido sia nella sua conformazione strutturale. Nonostante le mutazioni dell’HIV-1, gli anticorpi possono riconoscere la posizione dell’aminoacido 169 nel virus e quindi legarsi ad esso, per poter quindi “infettare” i virioni  in modo tale che possano essere riconosciuti per la distruzione da parte dei linfociti.

La scoperta di queste mutazioni nella sequenza e nella struttura della regione V2 dell’HIV1, apre la strada a nuovi schemi per costruire un vaccino in grado di fornire una maggiore protezione rispetto al vaccino RV1144. “Nuove tecnologie permettono di dissezionare un complesso numero di risposte immunitarie vaccino-indotte, in modo tale che i nuovi vaccini in via di sperimentazione possano essere concepiti sulla base delle scoperte avute tramite le basi di RV144, e permettendo quindi di migliorarne la risposta”, dichiara il dottor Haynes.

FONTE: EuropaPress

Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS
La copia e diffusione di tale testo è possibile citando, per cortesia, la fonte della traduzione

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