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Studio SWAN: scambio di IP con Atazanavir (Reyataz)

di Luca Negri

Studio SWAN: scambio di IP con Atazanavir (Reyataz)Atazanavir (Reyataz) è un inibitore della proteasi, “una volta al giorno”, di seconda generazione (IP) che ha dimostrato una potente attività antiretrivirale quando uato in combinazione con altri farmaci.

Atazanavir è stato studiato sia in pazienti “naive” sia in pazienti pre-trattati, ma ci sono dati limitati sul vantaggio di cambiare IP in pazienti che hanno ottenuto una soppressione virologica ma stanno cercando un regime terapeutico più facile e conveniente.

Lo studio SWAN (SWitch to ANother Protease Inibitor, Scambio con altro inibitore della proteasi) è uno studio aperto internazionale di 48 settimane, che ha coinvolto pazienti che hanno ottenuto una soppressione virologica, sotto trattamento stabile con un inibitore della proteasi, con o senza Ritonavir (Norvir) come potenziatore farmacocinetico.

I risultati sono stati pubblicati sul numero di giugno 2007, del Clinical Infectious Diseases.
I partecipanti sono stati randomizzati nel rapporto 2:1 a cambiare con Atazanavir (400mg al giorno, se venivano trattati anche con Tenofovir – Viread -, oppure con Atazanavir/Ritonavir 300/100 mg al giorno) oppure a continuare il regime preesistente. 278 pazienti hanno cambiato farmaco, mentre 141 sono rimasti al vecchio regime terapeutico.

Risultati

* Dopo 48 settimane, la proporzione di pazienti che ha sperimentato un rimbalzo virologico (viremia > 50 copie/mL) è stata significativamente inferiore nel gruppo che ha cambiato con Atazanivr (7%) rispetto al gruppo che ha continuato l’IP di riferimento (16%).

* I pazienti che hanno effettuato lo scambio, hanno sperimentato un significativo minor innalzamento del colesterolo totale, trigliceridi e colesterolo lipoproteico a bassa densità, rispetto all’altro gruppo.

* Il tasso di eventi avversi severi e interruzioni è stato eguale in entrambi i gruppi.

Conclusioni

In conclusione, scrivono gli autori, “in pazienti con soppressione virologica in trattamento con inibitori della proteasi, lo scambio ad un regime “una volta al dì” contenente Atazanavir ha apportato una migliore tenuta della soppressione virale (come dimostrato dal tasso inferiore di rimbalzi virologici e fallimenti terapeutici rispetto ai pazienti osservati che hanno continuato la terapia senza modifiche), un profilo di sicurezza comparabile, parametri migliori sotto il profilo lipidico, rispetti ai pazienti che hanno continuato il vecchio regime terapeutico per le 48 settimane prese in esame”.

FONTE: hivandhepatitis.com
Traduzione e adattamento a cura di Poloiformativohiv

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