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Superfinfezione da HIV

di Luca Negri
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Superfinfezione da HIVNews tradotta da hivandhepatitis
La frequenza – e anche l’esistenza – di una superinfezione continua ad essere ampiamente dibattuta. La superinfezione si riferisce ad una infezione con un differente ceppo del virus, in una persona che è già sieropositiva.

Le ricerche sulla superinfezione hanno implicazioni importanti nelle strategie di prevenzione per l’HIV, come la “sieroconcordanza”, dove le persone hanno rapporti sessuali non protetti solamente con partner dello stesso status sierologico, negativo o positivo. La superinfezione con varianti farmacoresistenti dell’HIV è fonte di particolari preoccupazioni, visto che questo potrebbe risultare nel rendere le terapie antiretrovirali meno efficaci.

Inoltre, una migliore comprensione della superinfezione ha implicazioni nello sviluppo di un vaccino, visto che ancora resta da chiarire se una risposta immunologica generata per una specifica variante virale, doni immunità verso infezioni successive con ceppi differenti. Nella maggior parte dei casi ad oggi, la superinfezione ha coinvolto diffrenti sottotipi dell’HIV 1, che viene similmente meno riconosciuto dal sistema immunitario.

Ricerche effettuate in passato, hanno suggerito che la superinfezione è estremamente insolita (circa due dozzine i casi in totale riportati), e che capita relativamente presto – in genere entro un anno, e nella maggior parte entro tre anni – dopo l’infezione iniziale. Ma altri studi hanno fornito risultati conflittuali, incluso una serie di casi, descritti nell’edizione di novembre 2007 di PLoS Pathogens.

Gli autori dello studio hanno esaminato una coorte di donne keniote ad alto rischio di superinfezione per l’HIV 1, comparando sequenze genetiche parziali gag e env, cominciando al momento dell’infezione primaria. Nessuna delle donne, era sottoposta a terapia antiretrovirale.

Risultati

• Fra 36 donne, i ricercatori hanno individuato sette probabili casi di superinfezione, dopo 5 anni di follow up.

• In alcuni casi, sia il virus inziale che il virus da superinfezione appartenevano all’HIV sottotipo A.

• In 5 casi, il ceppo derivante da superinfezione è stato rilevato solamente in una delle 2 regioni genetiche analizzate, portando gli autori a suggerire che “la ricombinazione virale capiti frequentemente in seguito a superinfezione da HIV-1”.

• La carica virale è aumentata dopo la sospetta superinfezione in alcuni casi, ma non in tutti.

• E’ stato osservato che la superinfezione, sopravviene durante il decorso della prima infezione:
– 2 casi durante l’infezione acuta;
– 3 casi tra il primo ed il secondo anno, dopo l’infezione iniziale;
– 2 casi dopo il terzo anno – e al più tardi dopo cinque anni – la prima infezione.

Conclusioni

Sulla base di queste scoperte, i ricercatori concludono, “I nostri risultati indicano che la superinfezione avviene normalmente dopo che la riposta immunologica contro l’infezione iniziale ha avuto tempo di svilupparsi e maturare”.

Inoltre aggiungono che “le implicazioni dei casi di superinfezione da HIV-1, in cui naturali nuove esposizioni conducono ad una reinfezione, dovranno essere prese in considerazione nello sviluppo di strategie in grado di suscitare una risposta immunitaria protettiva all’HIV-1”.

Reference
A Piantadosi, B Chohan, V Chohan, and other. Chronic HIV-1 infection frequently fails to protect against superinfection. PLoS Pathogens 3(11)

FONTE: hivandhepatitis.com
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

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