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Taribavirina (Viramidina): risposta virologica e tollerabilità

di Luca Negri
Policlinico di Bari: esperti a confronto su epatite C - Poloinformativo HIV

Taribavirina (Viramidina): risposta virologica e tollerabilitàTaribavirina (Viramidina): risposta virologica e tollerabilità

L’Interferone peghilato e la Ribavirina sono il trattamento standard per la terapia cronica dell’epatite C, ma la Ribavirina può essere causa di anemia emolitica a volte, e questo fa sì che si renda necessaria una riduzione del dosaggio o una interruzione del farmaco.

Per ovviare a questa limitazione, i ricercatori hanno studiato un profarmaco della Ribavirina, la Taribavirina (Viramidina), che sembra causare un minore impatto sulla distruzione dei globuli rossi.

Il profarmaco è una molecola biologicamente inattiva che, una volta somministrata all’organismo, subisce delle trasformazioni chimiche, in genere ad opera di enzimi, che portano al rilascio del principio attivo. Il profarmaco è quindi un precursore del principio attivo.

In uno studio pubblicato nel luglio 2007 sul Journal of Hepatology, i ricercatori hanno tentato di determinare l’efficacia e la sicurezza della Taribavirina rispetto alla Ribavirina, in combinazione con Interferone peghilato in pazienti affetti da epatite cronica C.

In questo studio aperto di fase II, 180 partecipanti sono stati randomizzati a ricevere 180 mcg/settimana di Interferone peghilato alfa 2a, più Taribavirina nel dosaggio di 800, 1200 o 1600 mg una volta al dì, oppure Ribavirina nel dosaggio di 1000 o 1200 mg una volta al dì.

Risultati

• Non è emersa una grossa differenza quantitativa di pazienti con una carica virale dell’HCV non rilevabile dopo 12 settimane nei due bracci:

– Taribavirina 800 mg: 38%;
– Taribavirina 1200 mg: 42%;
– Taribavirina 1600 mg: 49%;
– Ribavirina: 49%.

• La maggior parte di pazienti con una carica virale dell’HCV non rilevabile alla fine del trattamento si è avuta nel braccio con Taribavirina 1200 mg e Ribavirina (rispettivamente 63% e 62%).

• Lo stesso dicasi per il tasso di Risposta Virologica Sostenuta (SVR, Sustained Virological Response), rispettivamente 37% e 44%.

• Il tasso di Risposta Virologica Sostenuta è stato del 23, 29 e 37% nel tre gruppi con Taribavirina, comparato al 44% della Ribavirina.

• Significativamente meno pazienti a cui è stata somministrata Taribavirina, ha avuto una anemia severa (emoglobina < 10 g/dl) comparato al braccio con Ribavirina (4% rispetto al 27%).

Conclusioni

In conclusione, scrivono gli autori “Somministrare Taribavirina con Interferone, produce un tasso di Risposta Virologica Sostenuta comparabile alla Ribavirina e una casistica inferiore di anemia”.

FONTE: hivandhepatitis.com
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

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