Home Epatiti Tenofovir alafelanide (TAF) parere positivo del Chmp dell’Ema per la terapia della epatite B

Tenofovir alafelanide (TAF) parere positivo del Chmp dell’Ema per la terapia della epatite B

di Luca Negri
Epatite

Tenofovir alafelanide (TAF) ossia “due piccioni con una fava”, uno dei farmaci ancora usati per l’infezione da HIV (anche se abbastanza datato) e noto per funzionare anche contro il virus dell’epatite cronica B.
Sono tanti i casi dove persone con HIV in terapia con questo farmaco si sono ritrovati “guariti” dalla epatite B.

La vecchia versione di tenofovir alafelanide il cui rilascio venne anticipato grazie anche alle dimostrazioni dei pazienti attivisti  ad un congresso mondiale HIV AIDS , ha sempre funzionato contro entrambi i virus ma come effetto collaterale è sempre stata nota la sua tossicità per le ossa e i reni. La nuova versione ora approvata anche dal comitato europeo per i farmaci o Chmp dell’Ema è più sicura per le ossa dei pazienti che lo assumono e anche per la loro funzione renale.

E’ già un paio di anni che si sente parlare del nuovo Tenofovir alafelanide o TAF anche se poi negli ospedali delle città non proprio grandi non lo troverete ancora neanche per l’HIV, ma in questo caso si tratta dell’approvazione europea per l’infezione cronica da epatite di tipo B

Poloinformativo HIV

Epatite B, semaforo verde del Chmp per nuovo tenofovir

Per la terapia dell’infezione cronica da epatite B, il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo all’approvazione del tenofovir alafelanide (TAF), una nuovo pro farmaco del tenofovir a prestazioni migliorate specie sul versante della sicurezza renale e ossea. Sviluppato da Gilead, una volta approvato in via definitiva, sarà messo in commercio con il marchio Vemlidy. Sarà disponibile in compresse da 25 mg. da somministrarsi una volta al giorno.

Per la terapia dell’infezione cronica da epatite B, il Chmp dell’Ema ha dato parere positivo all’approvazione del tenofovir alafelanide (TAF), una nuovo pro farmaco del tenofovir a prestazioni migliorate specie sul versante della sicurezza renale e ossea.

Sviluppato da Gilead, una volta approvato in via definitiva, sarà messo in commercio con il marchio  Vemlidy. Sarà disponibile in compresse da 25 mg. da somministrarsi una volta al giorno.

Come funziona il nuovo tenofovir

TAF è un nuovo precursore chimico (profarmaco) del tenofovir e ha dimostrato un’elevata efficacia antivirale – paragonabile a quella del tenofovir disoproxil fumarato (TDF), ma a un dosaggio di meno di un decimo. Inoltre, TAF è più sicuro per le ossa dei pazienti che lo assumono e anche per la loro funzione renale. Lo dimostrano i miglioramenti dei parametri di laboratorio.

Entrambi (TAF e TDF), una volta entrati nel nostro corpo si trasformano in tenofovir, però il TAF è molto più efficiente. TAF è stato disegnato per rilasciare tenofovir all’interno delle cellule infettate da HIV, inclusi i linfociti, all’interno dei quali viene metabolizzato per formare il tenofovir, che è il vero principio attivo. In questo modo i livelli ematici del tenofovir sono generalmente bassi.

Uno studio di confronto diretto tra i due precursori del tenofovit (TAF e TDF) ha dimostrato che quelli trattati con TAF hanno un valore di tenofovir circolante inferiore del 91%.
Poiché sono proprio i livelli di farmaco circolante a determinare la eventuale tossicità a livello del rene e la perdita di massa ossea, queste ultime risultano ridotte con il nuovo farmaco. Cioè TAF è meglio tollerato di TDF.

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