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Test Hiv minori, presto possibile senza consenso genitori.

di Luca Negri
Test HIV ai minori senza il consenso dei genitori. Si dal Garante della Privacy

La possibilità di effettuare il test dell’Hiv ai minorenni, anche senza il consenso dei genitori, è più vicina. Lo annuncia oggi il ministero della Salute in una nota, dopo il parere favorevole del Garante per l’Infanzia. Una prima, concreta risposta alle statistiche che vedono i contagi da Hiv in età precoce sempre più frequenti, ma le diagnosi sono troppo spesso tardive.

La Ministro Grillo incontra le associazioni che operano contro l'HIV
Giulia Grillo

«Per rendere più semplice l’accesso alla diagnosi per i giovanissimi è essenziale intercettare precocemente l’eventuale contagio da Hiv o da altre malattie sessualmente trasmesse», si legge nella nota firmata dalla ministra Giulia Grillo, «Per questo sono molto soddisfatta della positiva risposta dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza alla mia richiesta di lavorare insieme a una norma per superare questa regola ormai obsoleta. I tempi sono cambiati, eppure tanti giovani provano grande imbarazzo ad aprirsi con i genitori su alcuni aspetti della propria vita personale e non effettuano i test, pur avendo una vita sessuale attiva».

La ministra della Salute, Giulia Grillo, ha da tempo avviato un confronto con le associazioni che si occupano di lotta all’Aids per individuare sempre migliori strategie per informare e sensibilizzare i cittadini – specie i più giovani – sui temi e le priorità per la prevenzione e cura dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmesse. Una delle criticità riguarda il libero accesso per i cittadini minorenni ai test diagnostici: pur essendo anonimi e gratuiti per tutti, se è un minore a richiederlo c’è allora bisogno del consenso del genitore o del tutore, e questo è di fatto un ostacolo alla prevenzione stessa.

«Negli ultimi anni è stata fatta pochissima informazione sul pericolo Aids e molti ragazzi ignorano o sottovalutano la pericolosità della malattia. Presto potranno effettuare liberamente i test in contesti protetti e dedicati, senza più bisogno del consenso del genitore o tutore», ha detto la ministra, che ha poi aggiunto: «È un punto di partenza che può migliorare concretamente la consapevolezza sui temi della prevenzione».

Fonte: open.online

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