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Test HIV fai-da-te : efficacia e incertezze

di Silvia Bandini
Test HIV fai-da-te : efficacia e incertezze

Kit per test fai-da-te di Frog Designs /iTEACH, KwaZulu-Natal. Immagine tratta dalla presentazione di Sheri Lippman a IAS 2015.

L’HIV autotest può aiutare le persone ‘difficili da raggiungere’ a conoscere il loro status, ma restano incertezze sul modo migliore con cui metterlo a disposizione, a quale popolazione e con che tipo di supporto. Così, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha chiaramente segnalato l’entusiasmo per l’approccio, la sua nuova guida sul test HIV in realtà non lo consiglia.

 

La guida è stata lanciata in occasione dello IAS 2015 a Vancouver, la scorsa settimana, dove sono stati presentati anche alcuni studi sull’ auto-test.
L’OMS definisce i test autodiagnostici HIV come “un processo in cui un individuo che vuole conoscere il proprio stato, raccoglie un campione, esegue un test e interpreta il risultato per se, quasi sempre in privato”. Viene affermato che i risultati dell’ auto-test HIV possono essere precisi, purché vengano utilizzati kit per il test opportunamente regolamentati e le istruzioni del produttore vengano attentamente seguite. Ma un auto-test non può da solo fornire una diagnosi di HIV, che richiede comunque un test di conferma in una struttura sanitaria.

L’OMS ritiene che, dando alle persone la possibilità di testare in modo discreto e comodo l’HIV, si può aumentare la diffusione del test tra le persone non raggiunte da altri servizi, molte delle quali non lo hanno mai fatto. Descrive varie possibilità per la consegna e distribuzione dei kit auto-test:

Libero accesso : prodotto da banco in farmacia o nei generi alimentari, ordinato da siti web, o distribuito da distributori automatici.
Distribuzione semi-limitata da operatori sanitari di comunità
Distribuzione più restrittiva da operatori sanitari in ambito clinico.

Nel secondo e terzo approccio, un’ulteriore opzione è per un operatore sanitario che può essere presente o disponibile, mentre la persona effettua la prova. Questo potrebbe offrire supporto ed un collegamento con strutture di cura, se necessario. Tuttavia, la loro presenza potrebbe compromettere l’attrattiva dell’ auto-test per le persone preoccupate della riservatezza, mentre la distribuzione clinica è improbabile per raggiungere le persone riluttanti ad accedere a strutture sanitarie.
L’incertezza circa i pro e i contro dei diversi approcci con diversi gruppi di persone significa che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non dà per il momento alcuna raccomandazione, ma che sta lavorando con vari collaboratori per generare le prove necessarie per formulare consigli e ulteriori indicazioni su questo argomento.

Un importante lacuna si riferisce all’ applicazione in Paesi a risorse limitate con gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM), i sex workers, le persone che si iniettano droghe (IDU) e altre popolazioni vulnerabili. Nei luoghi in cui è presente forte stigma sociale , preoccupazioni sulla riservatezza e i servizi sanitari sono di difficile accesso, l’auto-test può avere particolari vantaggi per questi gruppi in termini di privacy e autonomia.
Peter MacPherson della Liverpool School of Tropical Medicine ha affermato di essere a conoscenza di 20 studi su auto-test tra la popolazione generale nei paesi africani, ma di questi solo sei tra le popolazioni vulnerabili. Ci sono anche pochi dati sugli adolescenti e gli anziani, nonostante il test HIV abbia una bassa diffusione in questi gruppi.

Harsha Thirumurthy della University of North Carolina ha descritto un progetto che prevedeva di fornire a donne keniote il kit di auto-test per sè incoraggiandole a distribuire kit aggiuntivi a persone che conoscevano. Presso le cliniche prenatali e dopo il parto, alle donne sono state dati due kit extra, che sono stati principalmente dati ai partner e alle amiche.
Il progetto è riuscito ad aiutare le coppie fornendo il test anche agli uomini, che sono generalmente difficili da raggiungere. Inoltre, la proporzione di risultati HIV-positivi è stata elevata: 5% tra le donne in gravidanza e 15% nei test offerti a sex workers che li hanno anche ditribuiti ai clienti.
Mentre gli auto-test possono essere usati da soli e in privato, alcune persone hanno scelto di provarli in presenza di un amico o del partner. Tre quarti dei kit di test distribuiti dalle donne keniote sono stati utilizzati mentre erano nella stanza in presenza di molte coppie, anche se ciò non era stato suggerito dai ricercatori.
E’ stato presentato anche il primo studio di auto-test nelle donne transgender. Una popolazione altamente emarginata (molte senza casa e venditrici del proprio corpo), dove quasi tutte le partecipanti hanno affermato che i test erano facili da usare. Due terzi lo preferirebbero al test classico ma il costo superiore ai $ 20 è proibitivo. Anche per un quarto delle donne transgender l’ auto-test è stato effettuato con qualcun altro presente. Sheri Lippman della University of California, ha detto che i dati qualitativi di questo progetto hanno evidenziato i difficili compromessi tra privacy e supporto. Sono state espresse preoccupazioni sulla riservatezza e la stigmatizzazione negli ambienti clinici, ma il sostegno sociale ed emotivo sono comunque importanti come il valore di avere un amico stretto presente durante il test.

L’unica popolazione vulnerabile per la quale esistono prove evidenti sull’ auto-test è quella degli uomini gay americani. David Katz della University of Washington ha presentato uno studio randomizzato su 230 uomini gay , metà ha ordinato i kit auto-test tramite la posta elettronica e l’altra metà ha avuto solo l’accesso ai servizi di test esistenti. Coloro che hanno accesso all’ auto-test lo hanno eseguito più frequentemente, il 76% almeno ogni tre mesi (come i ricercatori avevano consigliato), rispetto al 54% di quelli del gruppo di controllo. Non ci sono state differenze nel comportamento sessuale.
Il più grande studio sull’ auto-test finora

Finanziato da UNITAID, in collaborazione con PSI UNITAID HIV STAR PROJECT è in esecuzione il più grande studio mondiale di valutazione del test fai-da-te per HIV fino ad oggi. Diversi modelli di distribuzione self-test, sia per la popolazione generale che per le popolazioni chiave, saranno sperimentate in Malawi, Zambia e Zimbabwe. UNITAID HIV STAR PROJECT ha esperienza nel marketing sociale per preservativi, contraccettivi, zanzariere trattate con insetticida e altri prodotti per la salute. Un’attività di comunicazione e di distribuzione solide contribuiscono ad assicurare ampia accettazione e l’uso corretto dei prodotti.
Studi pilota genereranno informazioni su come distribuire i prodotti auto-test in modo efficace, etico ed efficiente, e risponderanno alle domande chiave su fattibilità, accettabilità e impatto dell’intervento. I risultati verranno utilizzati per sviluppare linee guida e per sostenere l’integrazione dell’ auto-test nelle politiche nazionali. Eliminando gli ostacoli normativi e mostrando la dimensione probabile del mercato per i test HIV fai-da-te, il progetto spera di incoraggiare i produttori a entrare nel mercato in modo da aumentare l’accesso al test HIV.

Fonte: Aidsmap

Traduzione a cura di Poloinformativohiv

References

World Health Organization Consolidated guidelines on HIV testing services, 2015.

MacPherson P Home-testing and initiation of ART in Africa. Eighth International AIDS Society Conference on HIV Pathogenesis, Treatment and Prevention (IAS 2015), Vancouver, Canada, presentation WESY0103, 2015.

You can download the slides of this presentation from the conference website.

A webcast of this presentation is available on the conference YouTube channel.

Thirumurthy H et al. Acceptability and feasibility of a novel approach to promote HIV testing in sexual and social networks using HIV self-tests. Eighth International AIDS Society Conference on HIV Pathogenesis, Treatment and Prevention (IAS 2015), Vancouver, Canada, abstract MOAC0302LB, 2015.

Lippman S et al. Home HIV testing among transgender women in San Francisco: a pilot feasibility and acceptability study. Eighth International AIDS Society Conference on HIV Pathogenesis, Treatment and Prevention (IAS 2015), Vancouver, Canada, abstract MOPDC0104, 2015.

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Katz D et al. HIV self-testing increases HIV testing frequency among high-risk men who have sex with men: a randomized controlled trial. Eighth International AIDS Society Conference on HIV Pathogenesis, Treatment and Prevention (IAS 2015), Vancouver, Canada, abstract MOPDC0103, 2015.

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