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Test rapido anche per l’epatite C il via dell’organizzazione mondiale della sanità.

di Luca Negri
Centri test in Italia

Test rapido anche per l’epatite C, il via dell’organizzazione mondiale della sanità. Come per il virus dell’HIV adesso arriva il primo test rapido anche per l’epatite C, realizzato da un’azienda sudcoreana. I risultati in 20 minuti, funziona similmente a un kit di gravidanza.

Certo che la ricerca di un Test rapido anche per l’epatite C non ha senso se poi i pazienti non hanno la possibilità di avere i nuovi efficaci ma costosi farmaci. Tra le tante persone con epatite C che non hanno ancora accesso ai trattamenti in particolate quelle che in Italia che vivono con la coinfezione HIV-HCV

Primo test rapido anche per l'epatite C risultati in venti minuti

Su questo argomento in particolare la dichiarazione del presidente di Nadir onlus, Filippo von Schloesser,

«abbiamo 15mila persone con infezione da virus HIV e concomitante positività al virus HCV, di queste oltre due terzi con un grado di fibrosi al fegato per epatite C preoccupante, ma non hanno accesso ai nuovi farmaci. Riteniamo abbiano una necessità clinica urgente al trattamento».

Dalla mobilitazione dei pazienti arriva un segnale al centro del sistema sanitario, per tenere alto il livello di attenzione su questi temi visto che con l’arrivo di una nuova generazione di farmaci (elbasvir e grazoprevir la new entry) si sta innescando una dinamica, una salutare concorrenza tra case farmaceutiche, il prezzo dei trattamenti dovrebbe attestarsi su livelli di sostenibilità.

Poloinformativo HIV – Test rapido anche per l’epatite C

 

Epatite C, dall’Oms semaforo verde ai test rapidi

di ALESSANDRO MALPELO

– Novità nella lotta all’epatite C. Arriva il primoTest rapido anche per l’epatite C , realizzato da un’azienda sudcoreana. I risultati in 20 minuti, funziona similmente a un kit di gravidanza. «Questo nuovo test è una buona notizia per tutte le persone in attesa di diagnosi e terapia», commenta Suzanne Hill, direttore Oms per i farmaci essenziali.

In tema di epatite C arriva una richiesta dal mondo delle onlus: eliminare le barriere di accesso, garantire la cura a tutti i malati, fermare l’esodo che porta tanti ad andare a curarsi all’estero. Lo chiedono all’Aifa, che determina le contrattazioni e la rimborsabilità dei farmaci antivirali per l’epatite C, e al Ministero della Salute, che si è impegnata a rilanciare il programma terapeutico, le associazioni dei pazienti Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), EpaC (Pazienti con epatite e malattie del fegato), FedEmo (Federazione Associazioni Emofilici), L’Isola di Arran (Associazione impegnata nella lotta all’emarginazione legata alla droga), Nadir (Pazienti con HIV) e Plus (Persone LGBT Sieropositive) unite nella Rete Senza la C.

 

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