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Fondazione the Bridge, Rosaria Iardino lancia un ponte verso l’Europa per una nuova alleanza per la salute

di Luca Negri
Pink Different: Muriel da The Bridge per parlare di HIV con la presidente Rosaria Iardino

 

La Fondazione the Bridge, un ponte verso l’Europa per una nuova alleanza per la salute

Da sempre la redazione del Poloinformativo HIV segue con interesse e partecipa al percorso di Rosaria Iardino , fin da quando l’associazione NPS Italia onlus (di cui facciamo parte a livello regionale) non era ancora nata.

Dunque NPS Italia, di cui Rosaria Iardino è stata ideatrice e presidente per tanti anni, poi Donne in Rete e adesso la Fondazione the Bridge di cui abbiamo pubblicato un articolo pochi giorni fa.
Ora sempre dal sito di quotidiano sanità un articolo che parla dei progetti e degli obiettivi  di questa fondazione che entro la fine dell’anno aprirà l’Officina della Salute a Milano e per il 2018 punta a diventare fondazione europea.

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Fondazione the Bridge, Rosaria Iardino lancia un ponte verso l’Europa per una nuova alleanza per la salute Gli obiettivi illustrati ieri sera a Milano dalla presidente Rosaria Iardino.

“Entro il 2017 realizzeremo a Milano la casa della fondazione, un luogo che chiameremo Officina della Salute e che servirà per fare il punto su quello che non va. L’obiettivo 2018 è invece il riconoscimento europeo”. Le parole di Rosaria Iardino sono il manifesto della Fondazione The Bridge, di cui Quotidiano Sanità è media partner, che si è costituita appena un anno fa e ha ben chiaro il percorso da seguire.

Nata per riunire gli stakeholder della salute e permettere loro di confrontarsi e portare avanti iniziative concrete, in questi primi mesi la Fondazione si è impegnata anche nella prevenzione e nella ricerca, con un’attenzione particolare all’epatite e all’Hiv, oltre che in ambito farmacologico, promuovendo una serie di consensus conference in diverse città italiane sul ruolo dei biosimilari nel nostro Paese.

Fin dal nome il gruppo mira a essere un ponte tra le esigenze dei pazienti e tutti gli operatori, pubblici e privati, che si muovono all’interno della sanità nazionale e regionale. Come spiega bene la Mission ufficiale della Fondazione, che recita:

Utilizzare con trasparenza ed efficacia le risorse raccolte per sviluppare progetti di intervento in ambito sociale e sanitario, supportando le esigenze dei pazienti, sviluppando progetti di prevenzione, promuovendo ricerca scientifica e sociale, supportando le strutture sanitarie con risorse professionali aggiuntive, offrendo consulenza ai decisori sanitari, promuovendo politiche sanitarie sostenibili e universaliste”.

“In questi primi mesi siamo riusciti a mettere insieme tanti professionisti della salute: pazienti, medici, professori, ma anche decisori regionali, operatori, infermieri – ha aggiunto Rosaria Iardino, presidente della Fondazione, in occasione della serata di presentazione a Milano – Abbiamo creato un contenitore e li abbiamo invitati a ragionare insieme”.

Superata la perplessità iniziale, a pochi mesi da quando la Fondazione è operativa il bilancio è positivo:

“A distanza di meno di un anno da quando è stata riconosciuta la Fondazione, possiamo dire di essere in overbooking per quanto riguarda i progetti e le proposte, ma anche sul versante dei finanziamenti – ha continuato Iardino – Quello che ancora stiamo costruendo è una relazione solida con le istituzioni perché questo contenitore possa essere un’opportunità per tutti, portando avanti un interesse collettivo dove al centro ci sia veramente il cittadino e il servizio sanitario, che per noi è universale”.

“Non sempre è possibile riunire i diversi interlocutori della salute in sedi riconoscibili – ha commentato Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio Regionale lombardo, presente all’evento di Milano – Questo diventa un’opportunità anche per i referenti istituzionali”.

In questo momento la Fondazione è molto attiva a Milano e Roma, ma ha realizzato alcune iniziative anche in altre Regioni. Per il 2018 punta a diventare una fondazione europea: “Già facciamo ragionamenti sovranazionali, ma se riuscissimo ad accreditarci avremo anche il riconoscimento europeo”, ha concluso Iardino.

Fonte: quotidiano sanità

 

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