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Trattamento e cura dell’HIV: le prospettive future

di Luca Negri

Alla 14° Conferenza Europea sull’AIDS si è parlato anche del futuro di trattamento e cura dell’HIV, che sembra destinato nei prossimi anni ad essere interessato da notevoli cambiamenti.

Trattamento e cura dell’HIV :Sono infatti allo studio nuovi farmaci e strategie terapeutiche che mirano in particolare a migliorare la qualità di vita delle persone sieropositive e a contrastare l’insorgenza di effetti collaterali.

Oggi, la terapia antiretrovirale è estremamente efficace, e chi può accedere a cure e trattamento ha ormai un’aspettativa di vita normale.
Restano tuttavia degli ostacoli da superare, legati soprattutto all’aderenza terapeutica e agli effetti collaterali a lungo termine di alcuni farmaci.

trattamentoAlla Conferenza sono stati presentati studi relativi ad alcuni antiretrovirali in fase di sviluppo che potrebbero porre rimedio a parte di questi problemi, tra cui dei nuovi farmaci della classe degli NRTI (inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa) che hanno mostrato meno effetti tossici.
Gli NNRTI (inibitori non-nucleosidici della trascrittasi inversa) attualmente allo studio sono risultati efficaci nel contrastare i ceppi di HIV resistenti ai farmaci della stessa classe finora in uso.

È in fase di sperimentazione anche un inibitore della fusione assumibile per via orale (l’unico inibitore della fusione finora disponibile è invece somministrato per iniezione).
I ricercatori ripongono speranze anche negli antiretrovirali a lunga durata per via iniettiva, che potrebbero migliorare significativamente i tassi di aderenza o risultare utili per la profilassi pre-esposizione (PrEP).

Anche in termini di strategie terapeutiche sono all’orizzonte diversi cambiamenti. I regimi farmacologici attuali si basano per lo più su una combinazione di due NRTI, che però sono responsabili di molti degli effetti collaterali che continuano ad affliggere le persone sieropositive. Ebbene, alla Conferenza sono stati presentati diversi studi su regimi NRTI-sparing (privi di NRTI) che hanno dato risultati molto promettenti.

Un’altra novità riguarda l’impiego di efavirenz (Sustiva o Stocrin, anche nel combinato Atripla), che potrebbe presto non essere più considerato farmaco di elezione per i trattamenti di prima linea. L’efavirenz infatti è sì molto efficace, ma può provocare effetti collaterali a carico del sistema nervoso centrale. Le nuove combinazioni a dosaggio fisso con farmaci alternativi non danno di questi problemi, e potrebbero presto essere preferiti ai regimi che comprendono l’efavirenz.

Alla Conferenza si è ricordato infine che soltanto il 20-25% delle persone con HIV in Europa riesce a sopprimere la carica virale fino a livelli non rilevabili. Resta dunque ancora molto da fare in termini di diagnosi precoce, mantenimento in cura e sostegno, per far sì che le persone sieropositive possano ottenere dal trattamento il massimo dei benefici.

 

FONTE: aidsmap.com

 

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