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Tumori HIV correlati, il rischio di morte aumenta di cinque volte rispetto ai non affetti

di Luca Negri
Tumori HIV correlati, il rischio di morte aumenta di cinque volte rispetto ai non affetti

Quando si parla di tumori HIV correlati o non correlati che siano, il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano è sicuramente un punto di orgoglio a livello mondiale.

Tumori HIV correlati, il rischio di morte umenta di cinque volte rispetto ai non affettiLe news dagli ultimi congressi, il fatto che ormai una persona sieropositiva avrebbe la stessa aspettativa delle persone non affette, sembra sfumare in nuove paure.
Sicuremente quando gli esperti parlano di “aspettative di vita”, si riferiscono a chi è HIV positivo da pochi anni, non alle persone che assumono farmaci da 20 o 30 anni ed oggi ne hanno 50 o più.

Queste persone dovrebbero essere  grate di vivere ancora abbastanza discretamente le loro vite,  ma per loro tra comorbidità e tumori HIV correlati la spada di damocle non la smette mai di pendere sulle loro teste.

Naturalmente questo commento serve più che altro per farvi capire lo stato d’animo della terza età di chi, grazie alla medicina ed a un pò di fortuna, cammina ancora su questa terra nonostante HIV, epatite c e…correlate.

Tumori HIV correlati, il rischio di morte umenta di cinque volte rispetto ai non affetti

Aviano – I ricercatori italiani attivi nel campo dei tumori associati ad immunodepressione, in tutti i suoi ambiti di interesse – epidemiologici, virologici, immunologici, clinici e genetico-molecolare – con risvolti che riguardano sia la ricerca di base che quella traslazionale, si ritroveranno venerdì 19 gennaio, al CRO nell’ambito del congresso nazionale del Gruppo Italiano Cooperativo AIDS-Tumori (GICAT) e del neo Gruppo Italiano Oncologico Tumori-Trapianto d’Organo (GIOTTO).

«Il meeting – precisaEmanuela Vaccher, condirettore di Oncologia Medica A e Responsabile della struttura di Malattie Infettive del CRO, tra gli organizzatori – è una opportunità per uno scambio di idee e progetti di studio finalizzati ad attivare e consolidare la collaborazione fra la ricerca traslazionale e quella di base.

L’obiettivo principale rimane sempre il miglioramento della cura del paziente». Diego Serraino, responsabile dell’Epidemiologia e Biostatistica dell’Istituto Nazionale Tumori avianese, anticipa alcuni concetti ed evidenze.

«Sono numerose – spiega – le neoplasie provocate dalla perdita, parziale o totale, delle difese immunitarie in pazienti che hanno contratto l’infezione con il virus HIV o che sono state curate con farmaci immunosoppressivi dopo trapianto d’organo. Tra questi tumori, sono soprattutto quelli collegati alle infezioni virali croniche a creare le maggiori difficoltà.

Non solo la frequenza dei tumori nelle persone con infezione da HIV o con l’AIDS e nei trapiantati di organo è di circa due volte maggiore di quanto si osserva nelle persone dello stesso sesso ed età della popolazione generale, ma queste neoplasie sono spesso causa di morte prematura.

Ne fanno parte alcune tipologie di linfomi, il tumore del polmone, del fegato e del rene, principalmente. Un tumore era tra le cause di morte riscontrate nel 29% di 2.515 persone decedute in Italia con l’AIDS tra il 2006 e il 2010 mentre tra 2.832 persone sottoposte a trapianto di fegato, i tumori sono risultati 1.8 volte più frequenti che nella popolazione generale, con un conseguente aumento del rischio di morte di 4.7 volte.

Dati, questi – conclude Serraino – che sottolineano ulteriormente l’esigenza di prevenzione oncologica primaria e secondaria nelle persone con deficit acquisiti del sistema immunitario».

La centralità del CRO in Italia anche in ordine ai tumori HIV correlati è confermata dal valore del convegno:

«Oltre trent’anni e di attività nella gestione dell’infezione da HIV ha permesso al nostro Gruppo Multidisciplinare – ha aggiunto ancora Vaccher – di conoscere la storia naturale di HIV e dei tumori ad essa associati, di gestirne la terapia e di contribuire in modo significativo sulla letteratura internazionale, anche in cooperazione con altri gruppi europei, a diffondere informazioni sulle caratteristiche biologiche e cliniche di questa complessa patologia oncologica.

La leadership del CRO nell’Oncologia in HIV trova conferma nel ruolo attivo dell’Istituto in un Panel Nazionale coordinato dal Ministero della Salute, responsabile della stesura delle linee guida di gestione e terapia dell’infezione da HIV e delle patologie ad essa associate».

Ufficio Stampa
IRCCS CRO Aviano

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