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Udine, secondo trapianto di fegato su paziente emofilico coinfetto

di Luca Negri

Intervento effettuato la prima volta all’Azienda ospedaliero-universitaria, centro di riferimento internazionale. Il professor Risaliti: un successo insperato su un paziente arrivato in condizioni disperate

UDINE. Una sola persona aveva osato aprire la via, tentando un intervento che avrebbe fatto letteratura nei trapianti al fegato: il professor Andrea Risaliti, che 4 anni fa ad Ancona operò un paziente emofilico con Hiv.

Due giorni fa all’ospedale di Udine Risaliti ha portato a termine il secondo intervento al mondo di trapianto di fegato in un paziente emofilico, affetto da epatite C e HIV.

Un risultato che fa del Santa Maria della Misericordia un centro di riferimento internazionale per la trapiantistica. Dieci anni fa, fu questo il primo ospedale a sottoporre a trapianto di reni e fegato un paziente emofilico. Con questo nuovo primato, la tradizione dunque continua.

«È un successo insperato» precisa Risaliti, reduce dal concorso che sancirà il trasferimento dal Politecnico delle Marche all’università di Udine e sarà formalizzato con decreto del rettore. L’intervento ha coinvolto un paziente emofilico di 45 anni, giunto al trapianto in condizioni disperate per problemi emorragici. «Per noi è motivo di grande soddisfazione, ed è un successo collettivo cui hanno partecipato molti professionisti» chiarisce Risaliti.

Un intervento che rappresenta la guarigione completa dall’emofilia, da una cirrosi molto grave e dall’epatite C per un uomo che, mentre attendeva il trapianto all’ospedale di Udine, è diventato padre per la quarta volta. Emofilico dalla nascita, il paziente, residente in Lazio, si era infettato in seguito alle numerose trasfusioni di emoderivati che avevano scandito la sua vita.

C’è voluta la collaborazione di tante persone, dall’équipe diretta da Risaliti al team di anestesisti guidato da Giorgio Della Rocca, ai medici del Centro regionale emofilia di cui è responsabile Giovani Barillari, nonchè quello della clinica di Malattie infettive diretto da Matteo Bassetti.

«Il paziente è stato trasferito a Udine dal Lazio un paio di mesi fa – riferisce Bassetti –, assistito e inserito in lista di attesa per il trapianto. Quindi, viste le sue condizioni di salute, ha scalato la lista fino al momento fatidico, un paio di giorni fa, quando da Ancona è arrivato un fegato per lui».

Dopo un lungo e complesso intervento che ha avuto un ottimo esito, il paziente è stato trasferito in Terapia intensiva, dove le sue condizioni si stanno stabilizzando.

Stando alla scarsa letteratura in materia, la malattia emofilica dovrebbe guarire nell’arco di un paio di giorni dall’intervento. Occorrerà però qualche tempo per verificare il decorso post operatorio.

Intanto, una delegazione del Santa Maria della Misericordia è stata invitata a partecipare al Consensus conference di Palermo per rappresentare un centro, quello di Udine, che, per numero di trapianti e indice di sopravvivenza, è diventato un riferimento internazionale.

Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it/

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