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Una potenziale nuova duplice terapia, islatravir più doravirina

di Luca Negri
Una potenziale nuova duplice terapia, islatravir più doravirina

Stando ai risultati di uno studio presentato a IAS 2019, islatravir (precedentemente noto come MK-8591), il primo inibitore nucleosidico della traslocazione della trascrittasi inversa (NRTTI), e un inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa (NNRTI) di recente approvazione denominato doravirina (Pifeltro) potrebbero andare a formare un regime a due farmaci potente e ben tollerato per la terapia di mantenimento nei pazienti con HIV.

Una potenziale nuova duplice terapia, islatravir più doravirina

Il dott. Jean-Michel Molina dell’Università di Parigi ha presentato alla Conferenza i risultati di uno studio di fase IIb mirato a verificare sicurezza ed efficacia della combinazione islatravir più doravirina, confrontandone le prestazioni con quelle del regime monocompressa  Delstrigo, a base di doravirina, tenofovir disoproxil fumarato (TDF) e lamivudina.

Durante la prima fase dello studio, della durata di 24 settimane, i partecipanti sono stati randomizzati per ricevere la combinazione islatravir più doravirina e lamivudina in tre diversi dosaggi (0,25mg, 0,75mg o 2,25mg) oppure il Delstrigo.

Durante la seconda fase, coloro che erano riusciti ad abbattere la carica virale al di sotto della soglia di rilevabilità (meno di 50 copie/ml) con la combinazione dei tre farmaci hanno interrotto l’assunzione della lamivudina, continuando soltanto con islatravir più doravirina fino alla 48° settimana. Chi impiegava più tempo per raggiungere l’abbattimento della carica virale ha continuato ad assumere tutti e tre i farmaci per un periodo più lungo.

Dopo 24 settimane, l’89,7%, il 100,0% e l’87,1% dei partecipanti che assumevano islatravir rispettivamente nei dosaggi di 0,25mg, 0,75mg e 2,25mg erano riusciti ad abbassare la carica virale sotto le 50 copie/ml ed erano di conseguenza eleggibili per la seconda fase della sperimentazione; nel braccio del Delstrigo la percentuale è stata del 87,1%.

Dopo 48 settimane, l’89,7%, il 90,0% e il 77,4% di questi pazienti avevano mantenuto la soppressione virale con i rispettivi dosaggi di islatravir, contro l’83,9% di quelli nel braccio del Delstrigo.

“Sono risultati che comprovano l’efficacia antivirale della combinazione islatravir più doravirina, che quindi rappresenta una potenziale opzione di duplice terapia a monosomministrazione giornaliera per i pazienti HIV+”, ha  commentato il dott. Molina.

La Merck, la casa farmaceutica che ha sviluppato l’islatravir, ha fatto sapere di avere in progetto delle sperimentazioni di fase III della combinazione islatravir più doravirina. L’islatravir da solo è al contempo allo studio per la somministrazione tramite impianto sottocutaneo a lunga durata d’azione nella profilassi pre-esposizione (PrEP).

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