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Vaccinazione contro l’epatite B, quanto dura la protezione?

di Luca Negri
Vaccino anti influenzale: nelle persone con patologie meglio vaccinarsi per tempo

Vaccinazione contro l'epatite B, quanto dura la protezione?Vaccinazione contro l’epatite B, quanto dura la protezione?.
E’ necessario fare un richiamo del vaccino per l’epatite B nel soggetto adulto? Da un recente studio clinico sembrerebbe proprio di no.

Un gruppo di ricercatori americani ha infatti trovato che non è necessaria una dose di richiamo del vaccino dell’epatite B, 30 anni dopo la vaccinazione ma basta la prima serie di vaccinazione (tre dosi di vaccino). Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Infectious Diseases.

E’ necessario fare un richiamo del vaccino per l’epatite B nel soggetto adulto? Da un recente studio clinico sembrerebbe proprio di no. Un gruppo di ricercatori americani ha infatti trovato che non è necessaria una dose di richiamo del vaccino dell’epatite B, 30 anni dopo la vaccinazione ma basta la prima serie di vaccinazione (tre dosi di vaccino). Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Infectious Diseases.La vaccinazione universale con il vaccino dell’epatite B è stata molto efficace su scala globale, ma la protezione è stata valutata solo per 22 anni.

Nel 1981, gli autori del presente lavoro hanno immunizzato una coorte di 1578 adulti nativi dell’Alaska e bambini provenienti da 15 comunità dell’Alaska con età ≥ 6 mesi con 3 dosi (prima serie) di vaccino dell’epatite B derivato dal plasma.

I ricercatori avevano al tempo valutato la risposta annuale con test sierologici verso il virus dell’epatite B per i primi 11 anni e poi 15 e 22 anni dopo la prima dose. Dopo 22 anni, il 60% dei partecipanti aveva un livello protettivo di anticorpi, e se veniva considerata anche la risposta di richiamo il valore saliva al 93%.

In questo aggiornamento i soggetti sono stati valutati per i livelli di anticorpi contro l’antigene di superficie dell’epatite B (anti-HBs) 30 anni dopo aver ricevuto la prima serie e la risposta immunitaria in chi aveva ricevuto un richiamo in quanto i livelli di anti-HBs erano inferiori a 10 mIU/mL.
I soggetti con livelli inferiori a 10 mIU/mL hanno ricevuto una dose di richiamo del vaccino ricombinante per l’epatite B 2-4 settimane più tardi e sono stati anch’essi valutati sulla base di misurazioni dell’anti-HBs 30 giorni dopo il richiamo.

I ricercatori hanno valutato i partecipanti a 30 anni secondo tre gruppi: il gruppo 1 (n=243) non avevano fatto parte dello studio di 22 anni. Gruppo 2 avevano livelli di anti-HBs troppo alti per richiedere dosi di richiamo a 22 anni (n=129). Gruppo 3 (n=63) avevano ricevuto il richiamo a 22 anni. L’analisi della risposta anticorpale a 30 anni ha utilizzato solo i dati del gruppo 1. Per l’analisi della risposta alla dose di richiamo, sono stati usati i gruppi 1 e 2. Per il gruppo 3, lo studio presenta solo i dati di immunogenicità 8 anni dopo la dose di richiamo.

I risultati hanno mostrato che tra le 243 persone (56%) che avevano risposto alla prima serie originale ma non hanno ricevuto le dosi successive durante il periodo di 30 anni, 125 (51%) avevano un livello di anti-HBs ≥10 mIU/mL.
Tra i partecipanti con livelli di anti-HBs
Quindi, in base a livello di anti-HBs ≥10 mIU/mL a 30 anni e una risposta dose di richiamo 88%, si stima che più del 90% dei partecipanti era ancora protetto 30 anni dopo.

Livelli alti di anticorpi anti-HBs dopo la prima serie di vaccinazione correlano con alti livelli degli stessi anticorpi 30 anni dopo, che in parole povere significa che chi reagisce bene all’inizio mantiene questa protezione anche nel lungo periodo.

I ricercatori hanno sottolineato che i bambini vaccinati attraverso specifici programmi o giovani adulti vaccinati per ragioni di sicurezza sul lavoro possono essere protetti per decenni. I risultati sono anche molto importanti per gli operatori sanitari a causa del loro elevato rischio di infezione e il costo dello screening periodico. Verrà comunque effettuato un ulteriore follow up a 35 anni dal vaccino.
Una limitazione dello studio è che il vaccino iniziale era derivato dal plasma e il richiamo era ricombinante.

In conclusione, come ha commentato il dr. Pierre Van Damme, del Centro per la Valutazione delle vaccinazioni e Malattie Infettive presso l’Università di Anversa, in un editoriale di accompagnamento: “I dati presentati da Bruce et al confermano quanto espresso dall’OMS, e dal CdC e cioè che la vaccinazione di richiamo contro l’epatite B per i bambini e adulti immunocompetenti non è raccomandata”.

Emilia Vaccaro

Michael G. Bruce et al. Antibody Levels and Protection After Hepatitis B Vaccine: Results of a 30-Year Follow-up Study and Response to a Booster Dose. J Infect Dis. 2016 Jan 21. pii: jiv748.

Fonte: pharmastar.it

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