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Vaccinazione per polmonite pneumococcica, efficace in pazienti sieropositivi

di Luca Negri
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Vaccinazione per polmonite pneumococcica, efficace in pazienti sieropositiviNews tradotta da aidsmap
La vaccinazione ha ridotto significativamente il rischio di polmonite pneumococcica nei pazienti sieropositivi dello Studio US Veterans Aging Cohort Site-5 (VACS5), secondo i risultati pubblicati nell’edizione di aprile del Clinical Infectious Diseases.

Anche con il largo impiego di terapie antiretrovirali, la polmonite pneumococcica continua ad essere più comune fra individui sieropositivi che sieronegativi – in particolar modo in quelli afroamericani.

Mentre la vaccinazione con il vaccino pneumococcico polisaccaridico 23-valente (PPV) è raccomandata di routine per i pazienti a rischio, studi diversi non hanno chiarito se è davvero efficace nel proteggere contro le polmoniti.

Studi retrospettivi condotti in Nord America, hanno dimostrato un benefico effetto protettivo in persone con un’alta conta di cellule CD4, mentre uno studio recente in Uganda (e l’unico studio prospettico disponibile su questa questione clinica) ha scoperto che la vaccinazione aumenta il rischio di polmonite pneumococcica nel breve periodo.

Lo studio VACS 5, è una coorte prospettica di pazienti sieropositivi, arruolati in diversi dei maggiori centri negli Stati Uniti durante il 2001-2002, e di pazienti di controllo sieronegativi, raccordati per età, etnia e località.

Per questa analisi, sono stati rivisti i registri dei pazienti retrospettivamente, per la vaccinazione PPV e la diagnosi da polmonite. Diagnosi specifiche non pneumococciche (polmoniti da Pneumocystis carinii, polmonite da Haemophilus, tubercolosi polmonare), sono state escluse; sono state considerate malattie pneumococciche specifiche o polmoniti dovute a cause non specificate (questa larga definizione è stata scelta, in quanto “nella pratica clinica, una diagnosi eziologica…. viene fatta di rado”). I pazienti sono stati considerati vaccinati, se avevano eseguito una vaccinazione PPV entro i tre anni precedenti, oppure entro due anni dall’ingresso nello studio.

Un totale di 1626 pazienti – 934 sieropositivi e 692 sieronegativi – sono stati inclusi in questa analisi. Tutti erano di sesso maschile; i partecipanti sieropositivi erano più giovani (49,2 rispetto 55,4 anni) e includevano più afroamericani (55% rispetto a 44%), fumatori (44 rispetto 34%), e persone con dipendenze da alcol o droghe (24% rispetto al 17%, e 30% rispetto al 15%). La maggior parte dei pazienti sieropositivi (70%) era in terapia antiretrovirale.

La vaccinazione è stata eseguita da complessivamente il 59%, dove i pazienti sieropositivi avevano eseguito la vaccinazione più spesso rispetto ai pazienti sieronegativi (69% rispetto 46%). I pazienti vaccinati erano più anziani (52,7 rispetto 50,4 anni) e avevano più problemi di salute complessivi (1,7 rispetto 1,3), incluso problemi di droga (25% rispetto 21%), malattie coronariche e/o stati congestizi cardiaci (12% rispetto a 8%), diabete (22% rispetto a 12%), e cancro (18% rispetto a 13%). Non sono state trovate differenze per etnia, fumo, uso di alcol, o livelli di emoglobina tra pazienti vaccinati o non vaccinati.

Il periodo osservazionale ha incluso retrospettivamente i due anni dopo la vaccinazione, oppure dopo l’arruolamento nello studio per i pazienti vaccinati o non vaccinati. Durante questo periodo, ci sono stati 97 casi di polmonite (6% dei pazienti). (Diagnosi pneumococciche specifiche sono state registrate per il 14%; il resto erano non specifiche).

Durante il periodo osservazionale, i pazienti sieropositivi avevano maggiori probabilità di polmonite (9,1% rispetto 1,7% del gruppo di controllo sieronegativo; tasso di rischio 5,81; intervallo di confidenza 95%, 3,5-10,71). La vaccinazione PPV non ha ridotto il rischio di polmonite nei pazienti sieronegativi o nel gruppo complessivamente. In ogni caso, dopo aver controllato la conta di cellule CD4 e la carica virale, la vaccinazione ha ridotto il rischio di polmonite nei pazienti sieropositivi di approssimativamente un terzo (tasso di rischio 0,65%; intervallo di confidenza 95%, 0,42-1,00).

Nei pazienti sieropositivi, i fattori di rischio per una polmonite sono il fumo (tasso di rischio 1,62; intervallo di confidenza 95%, 1,03-2,55), bassi livelli di emoglobina (13,4 g/dl rispetto 14,1 g/dl), ed una bassa conta di cellule CD4 (331 cellule/ml rispetto a 426 cellule/ml).

L’effetto protettivo di una vaccinazione PPV è stato osservato nonostante il fatto che, comparata alla popolazione sieropositiva in generale degli Stati Uniti, i pazienti sieropositivi del gruppo della coorte VACS5 fossero più anziani, e con una proporzione più alta di afroamericani, fumatori, e persone con comorbidità, tutti quanti fattori di rischio per malattie pneumococciche. In contrasto, rispetto allo studio ugandese, non ci sono stati aumenti nell’incidenza di polmoniti, nelle persone vaccinate. Il fumo e una bassa conta di cellule CD4 come fattori di rischio, sono compatibili con altri studi precedenti.

I ricercatori fanno notare che l’assenza di protezione vista nel gruppo sieronegativo, sia dovuta alle limitazioni dello studio, e che non dimostri necessariamente un’assenza di efficacia in questo gruppo. Il periodo osservazionale dello studio deve essere anche considerato con cautela; per la metà dei partecipanti vaccinati, la data di vaccinazione e l’arruolamento nello studio, erano superiori ad un anno, e i pazienti che sono stati vaccinati tre anni prima l’arruolamento, sono stati classificati come non vaccinati (che in ogni caso, avrebbe dovuto tendere ad abbassare l’apparente beneficio della vaccinazione).

I ricercatori concludono sommariamente che “Fra i pazienti sieropositivi, la vaccinazione PPV, offre una protezione contro la polmonite… supportando quindi le attuali raccomandazioni di vaccinazione in pazienti affetti da HIV.” I risultati inoltre, forniscono ulteriori giustificazioni ad incoraggiare tutte le strategie di cessazione del fumo, nei pazienti sieropositivi.

Reference:
Rodriguez-Barradas MC et al. Impact of pneumococcal vaccination on the incidence of pneumonia by HIV infection status among patients enrolled in the Veterans Aging Cohort 5-Site Study. Clin Infect Dis 46: 1093-1100, 2008.

FONTE: aidsmap.com
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

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