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Vaccino spagnolo ottiene la soppressione virale prolungata senza ART in quasi il 40% di pazienti

di Neptune
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Vaccino spagnolo ottiene la soppressione virale prolungata senza ART in quasi il 40% di pazienti.

Un vaccino Vaccino spagnolo, noto come “HIV Conserv”, si è dimostrato per la prima volta in grado di mantenere la soppressione virale per un significativo lasso di tempo in una percentuale minoritaria ma consistente di pazienti dopo che avevano sospeso l’assunzione della terapia antiretrovirale (ART). Per adesso uno dei partecipanti alla sperimentazione sta facendo a meno dei farmaci da ben sette mesi, si è appreso ieri alla Conferenza sui Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI 2017) in corso a Seattle.

Si era già ottenuta una soppressione virale prolungata in una serie di studi condotti su primati, ma si tratta della prima volta che si raggiunge un risultato simile in una sperimentazione umana.

I vaccini HIV Conserv contengono una selezione di antigeni (sequenze di proteine o geni in grado di stimolare la risposta immunitaria) dell’HIV altamente conservati, da cui il nome. “Altamente conservati” significa che sono le parti dell’HIV che il virus non può permettersi di modificare, e che variano molto poco da un virus all’altro.

Il vaccino spagnolo perciò consiste in porzioni di proteine di diversi ceppi HIV unite insieme, che inducono una risposta immunitaria a cui il virus ha più difficoltà a sottrarsi, non potendo permettersi di produrre mutazioni per aggirare la risposta dell’organismo perché così facendo si indebolirebbe.

Questo significa che il vaccino “spinge” i linfociti T CD8 dell’organismo a rispondere al virus in modo più efficiente ed efficace, evitando invece di rispondere in modi che il virus potrebbe facilmente eludere.

Nello studio BCN02 presentato alla Conferenza, 15 individui hanno ricevuto il vaccino alle settimane zero e nove. Hanno anche ricevuto tre dosi di romidepsin, un farmaco che stimola le cellule latenti a produrre HIV. La speranza era che questi picchi di produzione virale rafforzassero la risposta immunitaria generata dal vaccino.

La ART è stata sospesa alla settimana 17, dopodiché è iniziata una “Monitored Antiretroviral Pause” (MAP), ossia un periodo di interruzione controllata. In caso di rebound, la terapia sarebbe stata ripresa. Finora sono 13 i partecipanti che hanno sospeso l’assunzione dei farmaci.

Otto dei partecipanti hanno avuto un rapido rebound della carica virale, ma cinque di loro sono riusciti a mantenerla a livelli molto bassi per dei periodi compresi per ora tra le 6 e le 28 settimane.

“Questo studio è motivo di entusiasmo perché è il primo a dimostrare un controllo dell’infezione post-trattamento: il virus è sempre presente nell’organismo ma non c’è rebound virale quando si sospende la terapia antiretrovirale”, ha commentato Sharon Lewin, a capo del Peter Doherty Institute for Infection and Immunity dell’Università di Melbourne, Australia. “È però necessario essere cauti, perché non c’è un gruppo di controllo e inoltre non abbiamo ancora capito quale parte dell’intervento è stata importante.”

 

Resoconto completo su aidsmap.com

 

FONTE: aidsmap.com

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