Home Congressi Vaccino sperimentale potrebbe proteggere dall’HIV per oltre cinque anni

Vaccino sperimentale potrebbe proteggere dall’HIV per oltre cinque anni

di Luca Negri
Vaccino sperimentale potrebbe proteggere dall’HIV per oltre cinque anni

Sono stati annunciati a IAS 2019 i nuovi risultati di APPROACH, uno studio di fase IIa su un vaccino sperimentale per l’HIV: sembrerebbero indicare che la risposta anticorpale e cellulare indotta da questo vaccino possa durare almeno due anni e che la risposta protettiva degli anticorpi possa durare almeno cinque anni, se declina al tasso tipico di altri vaccini.

Vaccino sperimentale potrebbe proteggere dall’HIV per oltre cinque anni

I risultati a sei mesi dello studio APPROACH erano già stati resi noti due anni fa, a IAS 2017. I dati erano stati usati per selezionare il vaccino da impiegare in uno studio di efficacia denominato Imbokodo, attualmente in corso di cinque paesi dell’Africa orientale e meridionale.

La durata della risposta immunitaria indotta da un vaccino sperimentale è tanto importante quanto la sua potenza. I risultati presentati quest’anno mostrano che la risposta anticorpale prodotta dal vaccino di APPROACH raggiungeva il picco dopo il primo dei quattro inoculi che componevano il regime, per poi diminuire di circa 10 volte nei primi cinque mesi successivi. Poi, però, non si sono quasi registrate altre diminuzioni per i due anni a seguire.

Il dott. Frank Tomaka ha spiegato che, secondo le proiezioni degli studi di modellazione, le concentrazioni ematiche al quinto anno dovrebbero ancora superare i livelli medi osservati nelle sperimentazioni preliminari su primati, in cui il vaccino si era dimostrato in grado di prevenire i due terzi delle infezioni da HIV negli animali.

In un’altra presentazione, il dott. Daniel Stieh ha riferito sui risultati definitivi di un secondo studio di fase IIa, denominato ASCENT, grazie a cui si è stabilito definitivamente quale formulazione vaccinale impiegare nella fase III dello studio di efficacia MOSAICO, che sarà avviato l’autunno prossimo in Europa e America settentrionale e meridionale.

I vaccini utilizzati in APPROACH e Imbokodo sono progettati per agire sul sottotipo di HIV più diffuso in Africa, noto come clade C. Il sottotipo più diffuso a livello globale nei maschi che hanno rapporti sessuali con maschi è invece il clade B.

L’obiettivo di ASCENT era di espandere l’applicabilità del vaccino in modo che producesse risposte utili in persone con sottotipi di HIV non-clade C. A questo scopo, anziché un unico richiamo, sono stati previsti due diversi richiami a metà dosaggio, uno per il clade C e l’altro per un ‘mosaico’ di vari antigeni HIV di altri clade virali.

Il vaccino sperimentale ASCENT è stato somministrato a 152 individui negli Stati Uniti, in Rwanda e in Kenya. Si temeva che, dimezzando la dose del richiamo per il clade C, la risposta immunitaria a quel sottotipo ne risentisse, e invece non è stato registrato alcun indebolimento della risposta anticorpale al clade C rispetto ad altri ceppi virali, mentre è migliorata la risposta al clade B.

I risultati dello studio Imbokodo sono attesi a fine 2022 e quelli di MOSAICO a fine 2023.

Link collegati

Potrebbe interessarti anche

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che ti stia bene, ma se lo desideri puoi disattivarli. Accetto Scopri di più