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Vicriviroc: due studi deludenti

di Luca Negri
farmaco sperimentale

Vicriviroc: due studi deludentiMerck & Co ha reso noto che i dati di due studi di fase III condotti con vicriviroc  in pazienti già sottoposti ad altre terapie antiretrorvirali sono risultati insoddisfacenti, non avendo il farmaco raggiunto l’end point primario di efficacia.

I risultati dettagliati dei due trial, denominati VICTOR E3 ed E4, sono stati condivisi con l’FDA e verranno presentati il prossimo mese di febbraio, nel corso di un convegno medico.

Nei piani aziendali, il dossier registrativo si sarebbe dovuto depositare quest’anno. Adesso l’azienda fa sapere di non avere nessun piano a questo proposito.

Il farmaco, un antagonista dei co-recettori CCR5 (la stesa classe di maraviroc di Pfizer), proviene dalla pipeline Schering-Plough. Questa classe di farmaci antiretrovirali svolge la sua azione impedendo al virus dell’HIV di entrare nelle cellule ospiti, bloccandone il suo ingresso principale, il co-recettore CCR5.

Vicriviroc sembrava estremamente promettente, anche per la possibilità di una somministrazione once a day (maraviroc è BID). Uno studio di fase II della durata di due anni, condotto in questa stessa categoria di pazienti, aveva dato risultati positivi. Adesso verrà valutato in pazienti naive alla terapia anti HIV.

L’utilizzo di questa classe di farmaci è complicato dalla necessità di un test. Prima di iniziare il trattamento con maraviroc è infatti necessario confermare che è presente un’infezione causata unicamente dal virus HIV-1 CCR5-tropico (ovvero che il virus CXCR4 o con tropismo duplice/misto non sia stato individuato) utilizzando un test validato e sensibile effettuato su un campione di sangue appena prelevato.

Esistono due tipologie di recettori delle chemochine attraverso cui l’HIV può legarsi per penetrare nella cellula CD4: il co-recettore CCR5 ed il co-recettore CXCR4.
In generale le persone con HIV/AIDS, nelle fasi iniziali della malattia, hanno un virus R5 tropico. Poi, con il passare del tempo, con la successione delle terapie, con il calo dei CD4 e per meccanismi non ancora del tutto spiegati, i pazienti iniziano ad avere anche virus X4 tropico e ad essere a tropismo misto.

FONTE: pharmastar.it

 

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