Diritti della persona con HIVI diritti della persona con HIV

Diritti della persona

 

La privacy
I diritti della persona con HIV

Tutto ciò che attiene alla sfera personale di ciascuno è oggetto di tutela. Questo principio è fondamentale in tema di infezione da Hiv, essendo spesso le persone sieropositive vittime di discriminazione, criminalizzazione, emarginazione. Tali atteggiamenti provocano danni psicologici che normalmente accompagnano quelli alla salute.

La riservatezza, diritto inalienabile di ogni persona nell’ordinamento italiano, riguarda anche il minore e il suo stato infettivologico, che non deve essere rivelato a coloro con cui egli abbia rapporti di assistenza, educazione e socializzazione. Fanno eccezione alcune ben determinate categorie di persone, ad esempio gli esercenti la patria potestà o persone da loro delegate a seguire il minore nelle vicende sanitarie connesse all’Hiv o l’autorità giudiziaria che interviene nell’interesse del minore o le persone da essa autorizzate.

All’atto di richiedere il rilascio di un documento di qualunque tipo (impegnativa, ricetta, questionario per motivi di lavoro, richieste varie) occorre verificare che tale documento sia formulato in modo da non essere discriminante nei confronti delle persone sieropositive. Quando si sospetta di avere subito un’ingiustizia o una discriminazione è possibile rivolgersi ad associazioni impegnate nella difesa dei diritti delle persone con Hiv/Aids. Le motivazioni del segreto professionale si fondano sul rispetto della persona umana, della sua dignità e dei suoi diritti, riconosciuti dalla Costituzione italiana.

Il vincolo del segreto professionale deve essere mantenuto per il rispetto dovuto alla persona umana, alla sua dignità e ai suoi diritti. Nei casi di conflitto fra etica e diritto positivo, all’etica va riconosciuta priorità rispetto al diritto.

Linee-guida-in-materia-di-dossier-sanitario

Gazzetta-Ufficiale_DPCM-29.09.15

 

Il test Hiv
I diritti della persona

Anticipati brevemente nella sezione dedicata al Test HIV riportiamo alcuni degli aspetti principali connessi alla tutela della privacy relativi al test , disciplinati dalla Legge n.135 del 1990:

  • sottoporsi al test Hiv è un atto volontario e per la sua esecuzione è necessario il consenso esplicito della persona interessata, che deve preliminarmente essere informata sul significato dell’esame e dell’eventuale esito
  • il ricovero in ospedale non autorizza gli operatori sanitari a sottoporre a screening i pazienti
  • le persone che si sottopongono al test hanno diritto all’anonimato
  • il risultato dell’esame deve essere comunicato esclusivamente al diretto interessato evitando la comunicazione dell’esito per telefono o lettera
  • in caso di minori l’autorizzazione all’esecuzione dell’esame deve essere data dai genitori o da chi esercita la patria potestà
  • anche in carcere, il test Hiv non può essere effettuato senza l’autorizzazione dell’interessato
  • al lavoratore o alla persona che effettua una selezione per l’assunzione non può essere chiesto di sottoporsi all’esecuzione del test Hiv
  • non si possono effettuare test Hiv durante la visita di leva o il servizio militare.

Hiv e sanità
I diritti della persona con HIV

Il progresso farmacologico ed i cambiamenti intervenuti nella società negli ultimi 20 anni, hanno comportato numerosi miglioramenti nella vita delle persone sieropositive. La principale questione in Occidente e in Italia, oggi, non è più la sopravvivenza, ma la costruzione e ricostruzione di un’esistenza quotidiana, con i suoi bisogni affettivi, familiari e lavorativi.

E’ proprio parlando di integrazione sociale che sorgono le principali criticità.
Il pregiudizio e l’ostilità caratterizzano la percezione generale che la società ha di questa patologia, manifestandosi talvolta, già all’interno delle Strutture sanitarie pubbliche e private, presso le quali la persona con HIV si reca per ricevere cure.
Qui è possibile rinvenire un paradosso: le prime e spesso più pesanti discriminazioni subite dalle persone sieropositive a volte hanno luogo proprio nei luoghi in cui più diffusa dovrebbe essere la conoscenza della patologia, e dunque più accogliente l’atteggiamento di chi è preposto all’assistenza e alla cura dei pazienti.
Le carenze formative di una parte del personale sanitario, unite ad una gestione dei dati sensibili non sempre conforme alle disposizioni vigenti in tema di tutela della riservatezza, possono determinare inefficienze e violazioni anche gravi dei diritti della persona con hiv, con serie ricadute sulla propensione di questi a rivolgersi alle Strutture sanitarie.
Soltanto attraverso un costante lavoro di sensibilizzazione e formazione del personale, anche amministrativo, operante all’interno delle strutture sanitarie, sarà possibile contrastare efficacemente tale tendenza.
In questa prospettiva, è fondamentale che l’informazione, specie quella istituzionale proveniente dagli organi preposti alla tutela della salute pubblica (Ministero della Salute, Regioni e Istituto Superiore di Sanità), sia coerente, completa ed accessibile; ciò attraverso un quadro chiaro delle norme che regolano, in primo luogo, l’accesso alle cure e il trattamento dei dati sensibili degli utenti dei Servizi sanitari.
Inoltre, pur riconoscendo a ciascuna malattia e a ciascun gruppo di persone con bisogni di salute le proprie peculiarità, è importante evitare di creare inutili disparità nel trattamento delle diverse patologie sotto ogni altro punto di vista.
E’ dunque fondamentale diffondere una cultura dell’inclusione nella quale l’HIV/AIDS sia percepita per ciò che realmente è, cioè una patologia come le altre.
Di conseguenza le persone sieropositive non sono riconducibili a particolari “categorie” ne’ sono portatori di “responsabilità” di alcun genere.

Hiv e persone straniere
I diritti della persona straniera con HIV

La tutela della salute è un momento essenziale del percorso di integrazione.
Fondamentale è stata l’approvazione, nel 2013, di un Accordo tra Stato e Regioni finalizzato ad assicurare la parità di trattamento, a livello nazionale, tra il cittadino italiano e la persona straniera, anche se priva del permesso di soggiorno.
Al fine di promuovere l’acquisizione di una maggiore consapevolezza delle norme vigenti, ed in considerazione del crescente numero di stranieri HIV+ presenti nel nostro Paese, il Dipartimento delle Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità, avvalendosi dell’apporto di esperti e ricercatori del settore, ha realizzato la guida operativa: L’ accesso alle cure della persona straniera

Attraverso questa guida si intende divulgare una maggiore conoscenza dei diritti alla salute delle persone straniere, fornendo a loro e al personale socio-sanitario, un valido strumento operativo per la comprensione del quadro normativo vigente e delle procedure da attivare per consentire un più agevole accesso alle cure ed una reale tutela dei diritti riconosciuti alla persona straniera presente sul nostro territorio.

 

Responsabilità penale da trasmissione del virus HIV
I diritti della persona con HIV ed anche i doveri

Un tema che suscita molta attenzione è quello della responsabilità penale per la trasmissione del virus, quando una persona consapevole della propria sieropositività, chieda esplicitamente o accetti di avere rapporti sessuali non protetti.
La questione, estremamente delicata, richiede un approccio che tenga il più possibile conto delle specificità di ogni caso e di ogni relazione.
Tuttavia, ravvedendo un elevato grado di pericolosità sociale nel comportamento di chi consapevolmente assuma il rischio di trasmettere l’infezione, dobbiamo chiarire che nel nostro ordinamento tale condotta può integrare il reato di lesioni gravissime, sanzionato dagli articoli 582 e 583 del Codice Penale.

Perchè si realizzi una condotta penalmente rilevante, tuttavia, è necessario che la persona HIV+ sia consapevole del proprio stato, avendo ricevuto una diagnosi di sieropositività.
Al contrario, perchè si possa ravvisare una responsabilità penale non è indispensabile la sussistenza di una specifica volontà di trasmettere l’infezione, essendo sufficiente che il soggetto sia consapevole del rischio che dalla propria condotta derivi il contagio del partner.
Il problema della responsabilità penale è molto dibattuto e sul punto possono registrarsi approcci diversi da paese a paese.


Fonti:
Ministero della Salute/Uniticontrolaids
Adattamento a cura della redazione del Poloinformativohiv I diritti della persona con HIV

 


Approfondimenti

Discriminazioni

Verso relazioni positive–  NPS Emilia Romagna Onlus

La normativa italiana in materia di HIV, AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse– Istituto Superiore di Sanità