Home Ricerca Vivere con hiv e dolore neuropatico: ricerca dell’Università di Firenze potrebbe rendere possibile l’identificazione di nuovi farmaci

Vivere con hiv e dolore neuropatico: ricerca dell’Università di Firenze potrebbe rendere possibile l’identificazione di nuovi farmaci

di Luca Negri
Vivere con hiv e dolore neuropatico: ricerca dell’Università di Firenze potrebbe rendere possibile l’identificazione di nuovi farmaci

Vivere con hiv e dolore neuropatico: ricerca dell’Università di Firenze potrebbe rendere possibile l’identificazione di nuovi farmaci

Il dolore neuropatico: La prospettiva di vita dei pazienti sieropositivi è
significativamente migliorata nelle ultime due decadi.

Molte persone coninfezione da HIV vivono meglio e più a lungo grazie alla terapia antiretrovirale (ART).Tuttavia, l’aumento delle comorbidità, patologie di tipo cronico e non trasmissibili, come anche il dolore neuropatico, con l’avanzare dell’ età complica il management dei pazienti HIV positivi.

In poche parole, per esempio, se un paziente con hiv over 50 assume otto compresse ogni giorno, quelle contro HIV sono 2 o 3.
Le altre riguardano altre patologie non trasmissibili come il diabete, cardioaspirina, statine per il colesterolo ecc. ecc.

Fra queste spesso si aggiungono antidolorifici per svariati motivi tra cui il dolore neuropatico che ad oggi non ha una cura.

Come funziona il dolore neuropatico, quello che nessun farmaco riesce a spegnere? Si tratta di un dolore cronico provocato dal fatto che per diversi motivi (per esempio diabete, infezione da Hiv, herpes zoster o cancro) le fibre nervose trasmettono ai centri del dolore, posti nel cervello, segnali errati.

Una risposta promettente arriva dallo studio condotto da un team internazionale guidato da Pierangelo Geppetti con il gruppo di ricercatori della sezione di Farmacologia e oncologia del Dipartimento di Scienze della salute dell’Università di Firenze.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications.

I ricercatori hanno scoperto che TRPA1, uno dei recettori coinvolti nella trasmissione del dolore dal singolo nervo al sistema nervoso centrale, è presente e svolge un ruolo determinante anche nelle cellule di Schwann, che formano la guaina che avvolge e protegge i nervi periferici.

Fonte: corriere.it

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