Invecchiare con l'hiv dopo i 50 anniInvecchiare con l’HIV

Le terapie antiretrovirali hanno allungato la vita delle persone con HIV e la prima generazione dei ‘sopravvissuti‘(i ventenni degli anni 80) ha varcato la soglia dei 50 anni con tutto ciò che segue: problematiche legate all’invecchiamento e interazioni con i farmaci per altre patologie, emarginazione, incertezza, solitudine, magari non pensavano neanche di riuscire ad invecchiare col virus.

invecchiare con l’hiv: A queste persone invecchiate insieme all’HIV, si aggiungono le nuove infezioni in persone già over50.
Contrariamente a miti, stereotipi e luoghi comuni, le persone con più di 50 anni sono sessualmente attive e i loro comportamenti le pongono spesso a rischio di infezione inoltre, dopo i 50 anni il sistema immunitario riduce la sua funzionalità ed è più facile ammalarsi.

Queste persone spesso non si rendono conto di correre il medesimo rischio di altri gruppi d’età e anche i servizi sanitari deputati alla protezione della loro salute, in molti casi lo sottovalutano o sono riluttanti a discutere di sessualità con persone non più giovani.
In molti casi la prima diagnosi di infezione avviene già in stadi avanzati, spesso dopo la comparsa di complicazioni AIDS-correlate che, soprattutto in età avanzata, portano rapidamente alla morte che può magari essere attribuita al naturale indebolimento del sistema immunitario dato dall’età.

Invecchiare con l’hiv: un elemento da non trascurare riguarda le donne.

Se le persone anziane con HIV o AIDS sono di solito invisibili, isolate e ignorate, questo è particolarmente vero riguardo alle donne che spesso non hanno la possibilità di svelare il proprio stato alla famiglia, agli amici e ancor meno alla comunità di appartenenza (es:minoranze etniche immigrate).
Molte non lavorano più, sono single o divorziate e quindi senza una relazione stabile e non sono mai state incluse in programmi di educazione alla salute o alla sessualità perchè non vengono percepite come oggetti di desiderio e quindi sono una minoranza nella minoranza.

Le persone anziane, soprattutto le donne, con HIV/AIDS devono combattere contro un doppio stigma : l’età avanzata, che è già un primo fattore discriminante e un’infezione legata alla sessualità o al consumo di droghe, che nella società viene considerata sporca, qualcosa su cui mentire e di cui vergognarsi, ed in aggiunta anche la consapevolezza della supposizione generale e culturale che:
Le persone anziane hanno ormai vissuto la loro vita : cosa importa se moriranno di AIDS?

E’ improbabile che gli anziani di entrambi i sessi usino costantemente il preservativo nei rapporti sessuali, per non familiarità con i metodi di prevenzione, per motivi di carattere culturale e anche per atteggiamento mentale.

Riguardo alle donne poi ci sono altre considerazioni:
dopo la menupausa l’uso di metodi per il controllo delle nascite non è più necessario e i normali cambiamenti ormonali che riducono la lubrificazione e assottigliano la parete vaginale, favoriscono il rischio di infezione durante i rapporti non protetti.

I sintomi dell’infezione da HIV sono simili ad alcuni associati all’età o alla menopausa: affaticamento, perdita di peso o di capelli, demenza, rush cutanei, linfonodi ingrossati, fragilità ossea, indebolimento del sistema immunitario…. sintomi che frequentemente vengono sottovalutati negli anziani e non associati ad una possibile infezione.

La stessa difficoltà si presenta anche nelle donne non più giovani già consapevoli di essere hiv+ : Sarà l’HIV o l’età?
Spesso questa domanda è accompagnata da dubbi sulla possibile interferenza della terapia con farmaci assunti per altre malattie croniche già presenti come il diabete, l’ipertensione o problemi cardiovascolari.
Questo aumenta lo stress e peggiora la qualità della vita.

L’invecchiamento stesso abbassa il livello di energia a disposizione riducendo le attività sociali : ciò può causare problemi emotivi e psicologici che sommati all’infezione favoriscono la comparsa di fenomeni depressivi anche severi.
Fenomeni più evidenti nelle donne, che spesso sono meno portate a cercare supporto e conforto nella famiglia , negli amici ed ancor meno in gruppi di supporto esterni che sono estranei e quindi non adatti alla condivisione o confessione di determinati argomenti.

Per una mancanza generale di consapevolezza sul rischio HIV/AIDS nelle persone con più di 50 anni, in particolare le donne, questo segmento della popolazione è escluso dalla ricerca, dalla spermentazione  ed anche dai programmi di prevenzione e da altri sforzi di intervento.

Medici , servizi sanitari e sociali dovrebbero essere formati per favorire il dialogo sui comportamenti a rischio anche con la fascia anziana di popolazione, che è quella più restia a parlare di questi argomenti.
Anche i media , nelle trasmissioni rivolte ad un target anziano, dovrebbero favorire una corretta informazione sull’infezione, evidenziando che non importa l’età, l’etnia o la classe sociale per essere a rischio di infezione da HIV.

Invecchiare con l’hiv: le campagne

Le campagne e i programmi educativi su HIV/AIDS non sono pensati per le persone anziane, ma nel 2015 più della metà delle persone con HIV negli USA avrà superato i 50 anni e come in molti altri casi l’America rappresenta l’esempio di ciò che accadrà o sta accadendo anche nel vecchio continente.
Quante volte avete visto un poster di prevenzione HIV con un viso datato?
Mai visto vero?
Allora cliccate qui

Tratto da HIV Wisdom for Older Women
Traduzione e adattamento a cura della redazione del Poloinformativohiv invecchiare con l’hiv


Approfondimento
Hiv e invecchiamento